Quasi tutti i consiglieri comunali dall’elezione del 2006 ad oggi hanno cambiato casacca. Clamorosa la diaspora dall’Udc, all’epoca il primo partito di Oria con 2.600 voti circa. “Coerenti” soltanto Pd e Impegno sociale

ORIA – “Ma a mei cce mi nni freca ti lu simbulu? Addò ccappa mi candidu, l’importanti eti ca mi votunu”. Si esprimeva così nei giorni scorsi, parlottando delle prossime elezioni, un caro amico di cui per ovvi motivi non farò il nome. E va bene che alle comunali contano le persone e non i partiti, ma saltare - sì come quaglia - da un contenitore all’altro non è obiettivamente un degno spettacolo. Certo, se il buon esempio dovesse provenire dagli attuali consiglieri comunali, dar torto al mio amico diventa difficile. Tutti o quasi, infatti, per un motivo o per l’altro, non s’identificano più nei partiti in cui, quattro anni fa, sono stati eletti. In diversi casi, però, nonostante tutto, sopravvivono i vecchi gruppi consiliari, quelli che consentono la coesistenza di diversi capigruppo.
In consiglio, per esempio, c’era una volta l’Udc. Nel 2006 era risultato il maggiore partito di Oria con 2.600 voti circa. Adesso è tutt’altra cosa, con uomini e donne nuove, non sta in consiglio ma spera di esserci il prossimo anno. Tornando al 2006, a parte il sindaco (Cosimo Ferretti), l’Udc aveva agguantato sette consiglieri comunali (Bruno Viapiana, Tonio Monticelli, Antonio Almiento, Francesco Caniglia, Elia Farina, Gianfranco Sorrento, Tony Fullone), tra cui anche il presidente delle assise (Sorrento prima, Viapiana poi).
Ora tutti – tranne Fullone, fuoriuscito prima - si sono spostati verso destra, direzione Pdl, specie dopo le ultime regionali spese a sostegno del comune mentore Pino Carbone candidato nelle fila de “La Puglia prima di tutto” (per la cronaca non ce l’ha fatta nonostante i “circa 4mila voti” indicati sui manifesti di ringraziamento).
Durante lo scivolamento a destra, i sei hanno incontrato sulla propria strada Francesco Greco e Giacomo Italiano (eletti rispettivamente in AN e FI, poi PDL), che hanno sì cambiato partito ma in buona fede, seguendo le scelte nazionali.
E gli altri eletti in FI e AN, allora secondo e terzo partito dopo l’UDC, che fine hanno fatto? Mauro Marinò - eletto in Fi - lasciò subito i forzisti per confluire, alla fine, nel gruppo misto indipendente per Oria che in realtà farebbe capo alla Lista del presidente della Provincia Massimo Ferrarese; gruppo, questo, in cui militano anche Egidio Conte (ex FI), Tony Fullone (ex UDC), Antonio Metrangolo (ex AN) e Luciano De Nuzzo (ex MPA e successore in consiglio dell’assessore provinciale Mimino Pomarico).
Cambio di casacca anche per i cinque esponenti del PD (Tommaso Carone, Domenico D’Ippolito, Giancarlo Marinò, Pino Malva e Angelo Galeone), ma a loro totale giustificazione – come nel caso di Greco e Italiano per il Pdl – va la fusione imposta dall’alto tra DS e Margherita.
In fin dei conti, quindi, gli unici ad aver mantenuto l’originario simbolo sono stati i consiglieri di Impegno sociale (Glauco Caniglia e Pietro Pasulo), ma anche qui non sono mancati i colpi di scena specie in occasione della defenestrazione di Pucci Schifone da assessore ai Servizi sociali. Quest’ultimo si è ritirato a vita privata e dopo l’ultima esperienza amministrativa – dicono i bene informati – di politica, di certa politica non vuole neppure più sentir parlare. Ma, in fondo, qui si entra nel “recinto” della Giunta, che merita una puntata a parte.
Bene, avete memorizzato il tutto, nomi, volti e casacche? Davvero? Operazione inutile. Fatica sprecata. Di qui a breve tutto o quasi potrebbe cambiare, come sostiene quel saggio del mio amico: “Questa o quedda parrocchia a mei cce mi cangia? L’importanti eti ca li cristiani mi votunu, poi si veti”. E tu, di che parrocchia sei?
11 maggio 2010
el. zanz.
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