21/07/11
IL CONSIGLIO DI STATO CONDANNA IL COMUNE DI ORIA AL PAGAMENTO DI OLTRE 4mila euro DI SPESE LEGALI IN FAVORE DI UN DIPENDENTE.
20:43
Redazione
N. 04399/2011REG.PROV.COLL.N. 03945/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3945 del 2011, proposto da:
contro
Comune di Oria;
per la riforma
Comune di Oria;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. PUGLIA - SEZ. STACCATA DI LECCE: SEZIONE II n. 00654/2011, resa tra le parti, concernente SILENZIO RIFIUTO SERBATO SU ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI RELATIVI A DENUNCIA DI INFORTUNIO SUL LAVORO - IRRIPETIBILITÀ SPESE DI GIUDIZIO
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2011 il Cons. Roberto Chieppa e udito per le parti l’avvocato Gaggiula, per delega dell'avv. Palmisano;
Rilevato che con l’impugnata sentenza il Tar ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in relazione ad un giudizio avente ad oggetto l’accesso a documenti amministrativi, essendo stata l’istanza di accesso integralmente soddisfatta prima della decisione (richiesta di un dipendente comunale di ottenere gli atti inerenti alla denuncia di infortunio sul lavoro dallo stesso subito in data 22.7.2010, unitamente alla relativa relazione del datore di lavoro);
Rilevato che l’appellante lamenta la statuizione con cui il Tar ha affermato che “sussistono giusti motivi per dichiarare irripetibili le spese del giudizio, in ragione del comportamento del ricorrente, il quale, avendo notificato il ricorso a soli cinque giorni dalla formazione del silenzio rifiuto (il 25.11.2010) ed avendolo depositato il giorno successivo (il 26.11.2010), non ha mostrato alcuna tolleranza rispetto all’esiguo ritardo con cui l’Amministrazione ha evaso l’istanza di accesso, né di voler evitare, per quanto possibile, l’instaurazione della controversia”;
Ritenuto che il ricorso in appello è fondato, in quanto:
a) in presenza di un (non contestato) ritardo dell’amministrazione nel rispondere ad una istanza di accesso, il diniego che si forma obbliga il privato a ricorrere entro lo stretto termine di decadenza, non sussistendo a suo carico alcun onere di “tolleranza” rispetto al ritardo;
b) l’istanza di accesso è stata soddisfatta solo dopo la proposizione del ricorso con la conseguenza che il privato, costretto dall’amministrazione ad agire in giudizio, non deve sopportare le spese dello stesso giudizio, quando la sua azione è fondata, come nel caso di specie;
c) il Tar non ha fatto applicazione del principio della soccombenza virtuale ed ha irritualmente dichiarato le spese “irripetibili”;
Ritenuto pertanto di dover accogliere l’appello, condannando il comune alla rifusione delle spese del doppio grado di giudizio nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), accoglie il ricorso in appello indicato in epigrafe e, per l'effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, condanna il comune di Oria alla rifusione, in favore dell’appellante, delle spese del doppio grado di giudizio, liquidate nella complessiva somma di Euro 4.000,00, oltre Iva e C.P..
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2011 con l'intervento dei magistrati:
Pier Giorgio Trovato, Presidente
Carlo Saltelli, Consigliere
Roberto Chieppa, Consigliere, Estensore
Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Consigliere
Doris Durante, Consigliere
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 20/07/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 20/07/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
MOV/TO POLITICO IO AMO ORIA: L'ULTIMA TROVATA DELLA GIUNTA POMARICO E' VERAMENTE CLAMOROSA E VERGOGNOSA
18:19
Redazione
Riceviamo e pubblicchiamo dal Movimento Politico IO AMO ORIA:
L’Amministrazione del Sindaco Pomarico è stata capace in soli due mesi di amministrazione di fallire i primi due di dieci obiettivi importanti dichiarati in campagna elettorale.L’ULTIMA TROVATA È VERAMENTE CLAMOROSA E VERGOGNOSA!
Con la delibera di Giunta Comunale n. 16 del 15 luglio 2011 siamo infatti all’apoteosi: con un atto evidentemente illegittimo in più punti, si delibera una “riduzione” (???) delle indennità degli amministratori già in vigore (udite udite!) da oltre sei anni (delibera di G.C. n. 85 del 05/05/2005). La precedente Amministrazione l’ha applicata senza fare proclami… senza dire nulla.
In pratica per le indennità degli amministratori si spenderà più degli anni scorsi!
È vero infatti che la delibera è peggiorativa per le casse comunali, infatti in essa - oltre a non stabilire alcuna reale riduzione rispetto al passato- si stabilisce che per il Vicesindaco e per il Presidente del Consiglio non si applicherà alcuna riduzione rispetto alle tabelle ministeriali, il che determina due conseguenze: la prima è che queste figure guadagneranno più rispetto a quanto avveniva in passato, la seconda consiste nella grossolana violazione della normativa (D.M. n. 119/2000, art. 4) che stabilisce che al Vicesindaco di comuni con popolazione superiore a 10.000 e fino a 50.000 abitanti è corrisposta un'indennità mensile di funzione pari al 55% di quella prevista per il sindaco e che ai Presidenti dei Consigli di comuni superiori a 15.000 abitanti è corrisposta un'indennità mensile di funzione pari a quella degli assessori di comuni della stessa classe demografica. In sostanza, pur di non sottrarre neanche un euro al Presidente del Consiglio Metrangolo ed al Vicesindaco Zanzarelli i quali, poverini, percepiscono l’indennità dimezzata oltre al proprio stipendio, si è preferito implicitamente modificare le percentuali previste per legge! Il fatto che a Metrangolo e Zanzarelli non convenga richiedere l’aspettativa dal posto di lavoro è affar loro e, comunque, riguarda una condizione soggettiva dei due e non della figura istituzionale che rappresentano.
In altri termini, la Giunta di Pomarico prima di fare i saldi ha, senza vergogna, aumentato i prezzi della merce!
E dire che l’obiettivo gridato in campagna elettorale era quello di risparmiare 160.000 euro nel corso del mandato. Il Sindaco, si legge nella delibera, a tutt’oggi non percepisce alcuna indennità in quanto ha optato per l’indennità di funzione di Assessore Provinciale. Eppure è lo stesso Sindaco che, nell’intervista alla Giunta andata in onda su TRCB il 30 giugno scorso, aveva dichiarato:«Io sono ancora assessore alla provincia, però ho annunciato in campagna elettorale che mi sarei dimesso subito, cosa che ho fatto. Le mie dimissioni sono in mano al Presidente Ferrarese il quale dovrà governarle e gestirle come meglio crede. Penso che da qui a poco ci sarà un nuovo e bravissimo assessore all’agricoltura».A parte che chi ci capisce qualcosa è bravo, a Pomarico sembra sfuggire però che «le dimissioni degli assessori sono irrevocabili dal momento della presentazione, non necessitano di presa d'atto e hanno immediata efficacia, come recita lo Statuto della Provincia di Brindisi all’art. 31, comma 2.
BASTA BUGIE! BASTA GIOCO DELLE TRE CARTE!LA CASTA NON È POI COSÌ LONTANA DA NOI.
Oria, 21 luglio 2011
13/07/11
ESPROPRIO DA 600MILA EURO, ARDITO: "RIFAREI QUELLE SCELTE, DOPO DI ME IL VUOTO POLITICO"
ORIA - Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Sergio Ardito, sindaco dal 1991 al 2001, a proposito della questione esproprio illegittimo con risarcimento di 600mila a carico del Comune:
[Caro Eliseo,
avevo deciso di intervenire sulla questione del debito di 600mila euro solo dopo essere entrato in possesso di tutta la documentazione. Considerato invece che lo sport preferito dai nostri amministratori è lo "scaricabarile", mi vedo costretto ad intervenire subito. Anzitutto vorrei rivendicare con forza la scelta fatta all'epoca di tentare lo sblocco dell'edilizia ferma a quel tempo da decenni per scelte urbanistiche precedenti. L'urbanizzazione di quelle insule sembrò essere un modo per by-passare l'ostacolo insito nei famosi piani particolareggiati. Le opere fatte hanno dato un assetto urbanistico a quella zona, anche se furono fatte opere in zone (vedi foto da te mostrate) che dovevano essere successivamente completate e quindi la maggior parte delle opere era ed è utile ai cittadini che abitano in quelle zone, dotate di marciapiedi, strade, illuminazione etc...e sicuramente non possono essere definite “cattedrali nel deserto”. Purtroppo dopo la mia amministrazione c'e stata la volontà di distruggere tutto ciò che l'amministrazione Ardito aveva fatto o iniziato. Ed infatti non si è dato seguito a queste iniziative, si è revocato il Piano Regolatore Generale, che voglio ricordarlo fu approvato con la presenza in toto in aula dei consiglieri di maggioranza (e cioè non vi erano interessi di nessuno dei miei consiglieri).Ed ora una breve riflessione sulla vicenda che ci interessa senza criminalizzare nessuno in attesa che le carte ed eventualmente gli organi giurisdizionali competenti si pronuncino. Come dicevo prima, tutti si tirano fuori dicendo che non sapevano, addirittura se ne tira fuori chi ha avuto responsabilità di governo con funzioni di primo piano negli ultimi 10 anni e che addirittura ha ordinato una ricognizione del contenzioso esistente, senza che nessuno si accorgesse di niente. Vi e' stata una inerzia totale: mancato ricorso al Consiglio di Stato, mancata occupazione definitiva dei suoli in questione, mancata costituzione in sede civile e chi più ne ha più ne metta. La mia impressione è che vi sia stata una precisa volontà non so se da parte di amministratori o di funzionari a chiudere gli occhi su questa vicenda. Io voglio solo ribadire, assumendomene tutte le responsabilità politiche, che quella fatta all'epoca era una scelta giusta e che rifarei lo stesso provvedimento se ci fossero le condizioni dell'epoca. Se poi ci sono dei funzionari che non fanno bene il loro mestiere (vedi annullamento del TAR per mancata informazione sul procedimento e il mancato ricorso al Consiglio di Stato) e degli amministratori che non si accorgono (vedremo dalle carte) dell'esistenza di un contenzioso importante per le casse del Comune, non c'è Sindaco o giusto provvedimento che tenga.
Ti saluto con simpatia,
Sergio Ardito]
[Caro Eliseo,
avevo deciso di intervenire sulla questione del debito di 600mila euro solo dopo essere entrato in possesso di tutta la documentazione. Considerato invece che lo sport preferito dai nostri amministratori è lo "scaricabarile", mi vedo costretto ad intervenire subito. Anzitutto vorrei rivendicare con forza la scelta fatta all'epoca di tentare lo sblocco dell'edilizia ferma a quel tempo da decenni per scelte urbanistiche precedenti. L'urbanizzazione di quelle insule sembrò essere un modo per by-passare l'ostacolo insito nei famosi piani particolareggiati. Le opere fatte hanno dato un assetto urbanistico a quella zona, anche se furono fatte opere in zone (vedi foto da te mostrate) che dovevano essere successivamente completate e quindi la maggior parte delle opere era ed è utile ai cittadini che abitano in quelle zone, dotate di marciapiedi, strade, illuminazione etc...e sicuramente non possono essere definite “cattedrali nel deserto”. Purtroppo dopo la mia amministrazione c'e stata la volontà di distruggere tutto ciò che l'amministrazione Ardito aveva fatto o iniziato. Ed infatti non si è dato seguito a queste iniziative, si è revocato il Piano Regolatore Generale, che voglio ricordarlo fu approvato con la presenza in toto in aula dei consiglieri di maggioranza (e cioè non vi erano interessi di nessuno dei miei consiglieri).Ed ora una breve riflessione sulla vicenda che ci interessa senza criminalizzare nessuno in attesa che le carte ed eventualmente gli organi giurisdizionali competenti si pronuncino. Come dicevo prima, tutti si tirano fuori dicendo che non sapevano, addirittura se ne tira fuori chi ha avuto responsabilità di governo con funzioni di primo piano negli ultimi 10 anni e che addirittura ha ordinato una ricognizione del contenzioso esistente, senza che nessuno si accorgesse di niente. Vi e' stata una inerzia totale: mancato ricorso al Consiglio di Stato, mancata occupazione definitiva dei suoli in questione, mancata costituzione in sede civile e chi più ne ha più ne metta. La mia impressione è che vi sia stata una precisa volontà non so se da parte di amministratori o di funzionari a chiudere gli occhi su questa vicenda. Io voglio solo ribadire, assumendomene tutte le responsabilità politiche, che quella fatta all'epoca era una scelta giusta e che rifarei lo stesso provvedimento se ci fossero le condizioni dell'epoca. Se poi ci sono dei funzionari che non fanno bene il loro mestiere (vedi annullamento del TAR per mancata informazione sul procedimento e il mancato ricorso al Consiglio di Stato) e degli amministratori che non si accorgono (vedremo dalle carte) dell'esistenza di un contenzioso importante per le casse del Comune, non c'è Sindaco o giusto provvedimento che tenga.
Ti saluto con simpatia,
Sergio Ardito]
12/07/11
ORIA - ALLE ORE 18,30 DI OGGI CONFERENZA STAMPA COMUNE PER SPOT PROMOZIONALE.
L’Amministrazione comunale di Oria, in collaborazione con l'Amministrazione di Manduria, cogliendo con favore la proposta del Movimento Regione Salento di invitare le emittenti televisive a mettere in onda uno spot promozionale per riscattare l’immagine del territorio salentino in generale e di quello oritano e manduriano in particolare, a seguito della nota emergenza immigrazione, ha deciso di avviare un importante iniziativa.
A tal proposito il progetto sarà presentato agli organi di informazione e alla cittadinanza presso l'aula consiliare del comune di Oria alle ore 18.30 di oggi.
Tale iniziativa assume un carattere di indubbio significato sociale ed economico all’inizio della stagione estiva.
Il comparto turistico locale, come noto, è stato duramente danneggiato da una campagna di informazione che ha creato confusione e smarrimento nei giorni successivi all’apertura del campo profughi tra Oria e Manduria, da qui l’esigenza di riportare la giusta attenzione sul nostro territorio attraverso una formula di compensazione pubblicitaria, tanto necessaria quanto dovuta.
Alla conferenza stampa prenderanno parte il sindaco di Oria Cosimo Pomarico, i presidenti delle province di Brindisi e Taranto Massimo Ferrarese e Gianni Florido, il sindaco di Manduria Paolo Tommasino e il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro.
A tal proposito il progetto sarà presentato agli organi di informazione e alla cittadinanza presso l'aula consiliare del comune di Oria alle ore 18.30 di oggi.
Tale iniziativa assume un carattere di indubbio significato sociale ed economico all’inizio della stagione estiva.
Il comparto turistico locale, come noto, è stato duramente danneggiato da una campagna di informazione che ha creato confusione e smarrimento nei giorni successivi all’apertura del campo profughi tra Oria e Manduria, da qui l’esigenza di riportare la giusta attenzione sul nostro territorio attraverso una formula di compensazione pubblicitaria, tanto necessaria quanto dovuta.
Alla conferenza stampa prenderanno parte il sindaco di Oria Cosimo Pomarico, i presidenti delle province di Brindisi e Taranto Massimo Ferrarese e Gianni Florido, il sindaco di Manduria Paolo Tommasino e il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro.
11/07/11
ESPROPRIO DA 600MILA EURO, DE NUZZO: "NOI NON C'ENTRIAMO". A MARGINE, UNA REPLICA DOVUTA

ORIA - Riceviamo e pubblichiamo dall'assessore Luciano De Nuzzo a proposito della vexata quaestio esproprio da 600mila euro (a margine, una replica richiesta e dovuta, e.z.) :
[Scrivere per informare credo sia una cosa seria e dovuta; scrivere solo per fare notizia e destare allarme su problemi di grande spessore non va assolutamente bene .
Nell’articolo apparso sul blog “IL CONTROVENTO” in risposta ad un articolo inviato dal Sindaco Cosimo POMARICO (e rivisitato prima della pubblicazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno) così si legge: “ A nostro avviso sindaco e assessore De Nuzzo farebbero bene a chiarire a chi si rivolgono con la frase nel precedente post: “Pertanto tutte le affermazioni sugli articoli di stampa di questi giorni sono ingannevoli e diffamanti”; e così continua: “ una domanda sorge spontanea: in tal modo forse i due intendono tirarsi fuori e infangare altri componenti dell’attuale Giunta?”
Mi preme far presente che non mi è noto a chi sto rispondendo poiché leggo “ a nostro parere” . Saranno forse i componenti della Redazione? o forse due blog? ma non è importante.
E’ opportuno però analizzare quello che scrivono o meglio quello che estrapolano e che presentano al lettore.
Per amore di verità e per dare esatta informazione è da evidenziare che il contenuto dello scritto del Sindaco era: “quello che è opportuno chiarire in maniera inequivocabile, che all'epoca in cui l'amministrazione avrebbe dovuto valutare l'opportunità della costituzione nel giudizio (febbraio 2005) sia Cosimo Pomarico che Luciano De Nuzzo non ne facevano ormai più parte sin dal mese di maggio 2003!; Pertanto tutte le affermazioni sugli articoli di stampa di questi giorni sono ingannevoli e diffamanti”.
Le affermazioni ingannevoli e diffamanti si riferiscono quindi alle errate notizie che davano per scontata la presenza nella Giunta Moretto di Pomarico e De Nuzzo, notizie date per il tramite della Gazzetta del Mezzogiorno e del blog.
Ma alla luce del fatto che in terra vi sono vari San Tommaso, si dà una prova certa che quanto affermato dal Sindaco corrisponde al vero, allegando la “Revoca di assessore”, che in data 23 maggio 2003 fu inviata al sottoscritto dall’allora Sindaco Moretto.
Per concludere, rispondo “alla domanda che vi è nata spontanea” : Non ci si tira fuori per infangare altri componenti dell’attuale Giunta che il Sindaco ed il sottoscritto stimano e rispettano per l’alto senso di professionalità e serietà. Si precisa solo quanto espresso nella narrativa che precede: Pomarico e De Nuzzo nel febbraio 2005 non facevano più parte dell’Amministrazione Moretto.
Dimenticavo, nell’articolo del Sindaco, chissà perché, è stata inserita una foto che evidenzia dei punti luce, delle frecce per far notare acqua e fogna. DI PIETRO direbbe “Che c’azzecca?”
Per chi non lo sapesse sono opere di altra Amministrazione Comunale.
Ma nella estemporaneità delle cose, “quod abundat non viziat.”
Con rispettosa stima,
Luciano DE NUZZO]
Replica richiesta e dovuta:
Questioni di tempo e connessi impegni improrogabili, per fortuna o purtroppo, questi giorni m’impediscono di aggiornare il Controvento e di interessarmi in prima persona, magari “faccia a faccia”, delle questioni di cui si fa tanto parlare e scrivere. In particolare, mi riferisco al debito “improvviso” di 600mila euro per un esproprio che, a dire del Tar, mica de La Gazzetta o di qualche altro blog, non sta né in Cielo né in Terra.
Il fatto principale è questo, dunque. Le responsabilità politiche sono tutte da ricercare e dimostrare, come sempre. Ci penserà qualcun altro. Il sindaco Cosimo Pomarico e l’assessore Luciano De Nuzzo, e tutti gli altri, se ne chiamano fuori, e ci mancherebbe.
Ricapitolando. La giunta guidata dal sindaco Ardito, nel 1998, decide di espropriare d’urgenza i terreni di proprietà della signora Maria Giuseppa Proto tra via Tintoretto, Beato Angelico e Leonardo da Vinci per ragioni di pubblica utilità. Con il senno di poi, con tutto il rispetto per gli eccellenti artisti cui sono intitolate le vie, portando a compimento tutt’altro che un’opera d’arte.
Quella zona, però, era stata individuata già all’epoca come di espansione ai fini del redigendo Piano regolatore (poi diventato Pug, piano urbanistico generale), adottato dall’amministrazione di centrosinistra poco prima della fine del mandato. Prim’ancora che fosse adottato il Piano, a tutela del proprio interesse legittimo, la signora Proto presentò ricorso al Tar contro il provvedimento di esproprio.
Le elezioni del 2001 se le aggiudicò con una maggioranza “bulgara” il candidato sindaco del centrodestra Cosimino Moretto, che tra i primi atti dispose la revoca del Piano regolatore con la promessa che, modificato in meglio, sarebbe stato portato nuovamente in consiglio comunale entro sei mesi.
Questo, ed è storia nota, non accadde e il Pug rimane a tutt’oggi un miraggio nonostante siano trascorsi dieci anni. La mancata adozione del Pug che, per un motivo o per l’altro, attribuiva una notevole importanza ai terreni all’epoca espropriati avrà inciso sulla pronuncia del Tar, che non ha potuto saggiarne l’effettiva pubblica utilità e anche per questo si è espresso per l’illegittimità.
Poi la signora Proto, forte della sentenza del Tar, ha chiesto al Tribunale civile di quantificare i danni che, come una mazzata, sono arrivati con sentenza dell’aprile 2010: 600mila euro comprese le spese legali a carico del Comune.
La giunta nominata da Moretto comprendeva, tra gli altri, gli attuali sindaco Pomarico (vicesindaco) e assessore De Nuzzo, che rimasero in carica – come giustamente ricordano e sottolineano – fino al maggio 2003. C’erano o non c’erano quando quella giunta decise di revocare il Piano regolatore? Un’altra considerazione.
Oggi Pomarico e De Nuzzo, per di più a pochi giorni dall’insediamento, sono stati in grado di dire che il contenzioso comunale è eccessivo, comprendendo circa 500 cause, delle quali si saranno certamente fatti un’idea. Pomarico e De Nuzzo, nel 2001, avevano o non avevano fatto una ricognizione del contenzioso? Avrebbero o non avrebbero, in qualità di amministratori, potuto conoscere l’esistenza e l’importanza di quel procedimento di esproprio? Avrebbero o meno potuto esprimere un orientamento di massima circa il da farsi?
E dopo, sebbene passati all’opposizione, per il bene della comunità, avrebbero o meno potuto evidenziare il problema perché si potesse in qualche modo correre ai ripari? C’era ancora tempo, o non ce n’era affatto, per denunciare il pericolo quando, nel 2006, Pomarico entrò in consiglio comunale da candidato sindaco sconfitto in quota Mpa? I semplici consiglieri comunali in che modo devono fare opposizione se non portando a galla, sempre a patto che siano a loro conoscenza e sarebbe un bene che così fosse, questioni d’interesse collettivo?
Concordo con gli amici – tali sono e tali rimarranno, per quanto mi riguarda - Pomarico e De Nuzzo quando scrivono che informare “è una cosa seria e dovuta” e che “scrivere solo per fare notizia e destare allarme su problemi di grande spessore non va assolutamente bene”.
È per questo, oltre che per la stima che nutro nei rispettivi confronti - altrimenti controbattere sarebbe stato sprecato - che mi brigo di rispondere trovando un piccolo ritaglio di tempo. È per lo stesso motivo che non accetto che quanto scritto nei giorni scorsi – su La Gazzetta in primis – sia semplicisticamente etichettato come “ingannevole e diffamante”.
Io, per quieto vivere e rispetto, appunto, questa espressione l’avevo rimossa dal comunicato che avrebbe – a dire degli autori - dovuto fare chiarezza sulla vicenda, il cui nocciolo essenziale non mi ero risparmiato di pubblicare, fuor di polemica.
Un’ultima precisazione per fugare ogni curiosità (legittima, ci mancherebbe): tutto quanto apparso recentemente sul il Controvento è stato pubblicato dall’impagabile amico Franco Arpa dopo aver parlato con il sottoscritto, da cui ha avuto carta bianca e condivisione. Le frecce nell'immagine, che indicano luce, fogna, acquedotto e marciapiedi - a servire l'aperta campagna - indicano quella che si definisce una "cattedrale nel deserto", che ormai è lì e nessuno la sposta più a prescidere dalle responsabilità.
Cari saluti, presto spero si potrà parlare di questo e altro di persona, e un abbraccio.
Eliseo (il cognome me lo risparmio, a scanso di formalismi, titoli, annessi e connessi, tanto lo conoscete)
[Scrivere per informare credo sia una cosa seria e dovuta; scrivere solo per fare notizia e destare allarme su problemi di grande spessore non va assolutamente bene .
Nell’articolo apparso sul blog “IL CONTROVENTO” in risposta ad un articolo inviato dal Sindaco Cosimo POMARICO (e rivisitato prima della pubblicazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno) così si legge: “ A nostro avviso sindaco e assessore De Nuzzo farebbero bene a chiarire a chi si rivolgono con la frase nel precedente post: “Pertanto tutte le affermazioni sugli articoli di stampa di questi giorni sono ingannevoli e diffamanti”; e così continua: “ una domanda sorge spontanea: in tal modo forse i due intendono tirarsi fuori e infangare altri componenti dell’attuale Giunta?”
Mi preme far presente che non mi è noto a chi sto rispondendo poiché leggo “ a nostro parere” . Saranno forse i componenti della Redazione? o forse due blog? ma non è importante.
E’ opportuno però analizzare quello che scrivono o meglio quello che estrapolano e che presentano al lettore.
Per amore di verità e per dare esatta informazione è da evidenziare che il contenuto dello scritto del Sindaco era: “quello che è opportuno chiarire in maniera inequivocabile, che all'epoca in cui l'amministrazione avrebbe dovuto valutare l'opportunità della costituzione nel giudizio (febbraio 2005) sia Cosimo Pomarico che Luciano De Nuzzo non ne facevano ormai più parte sin dal mese di maggio 2003!; Pertanto tutte le affermazioni sugli articoli di stampa di questi giorni sono ingannevoli e diffamanti”.
Le affermazioni ingannevoli e diffamanti si riferiscono quindi alle errate notizie che davano per scontata la presenza nella Giunta Moretto di Pomarico e De Nuzzo, notizie date per il tramite della Gazzetta del Mezzogiorno e del blog.
Ma alla luce del fatto che in terra vi sono vari San Tommaso, si dà una prova certa che quanto affermato dal Sindaco corrisponde al vero, allegando la “Revoca di assessore”, che in data 23 maggio 2003 fu inviata al sottoscritto dall’allora Sindaco Moretto.
Per concludere, rispondo “alla domanda che vi è nata spontanea” : Non ci si tira fuori per infangare altri componenti dell’attuale Giunta che il Sindaco ed il sottoscritto stimano e rispettano per l’alto senso di professionalità e serietà. Si precisa solo quanto espresso nella narrativa che precede: Pomarico e De Nuzzo nel febbraio 2005 non facevano più parte dell’Amministrazione Moretto.
Dimenticavo, nell’articolo del Sindaco, chissà perché, è stata inserita una foto che evidenzia dei punti luce, delle frecce per far notare acqua e fogna. DI PIETRO direbbe “Che c’azzecca?”
Per chi non lo sapesse sono opere di altra Amministrazione Comunale.
Ma nella estemporaneità delle cose, “quod abundat non viziat.”
Con rispettosa stima,
Luciano DE NUZZO]
Replica richiesta e dovuta:
Il fatto principale è questo, dunque. Le responsabilità politiche sono tutte da ricercare e dimostrare, come sempre. Ci penserà qualcun altro. Il sindaco Cosimo Pomarico e l’assessore Luciano De Nuzzo, e tutti gli altri, se ne chiamano fuori, e ci mancherebbe.
Ricapitolando. La giunta guidata dal sindaco Ardito, nel 1998, decide di espropriare d’urgenza i terreni di proprietà della signora Maria Giuseppa Proto tra via Tintoretto, Beato Angelico e Leonardo da Vinci per ragioni di pubblica utilità. Con il senno di poi, con tutto il rispetto per gli eccellenti artisti cui sono intitolate le vie, portando a compimento tutt’altro che un’opera d’arte.
Quella zona, però, era stata individuata già all’epoca come di espansione ai fini del redigendo Piano regolatore (poi diventato Pug, piano urbanistico generale), adottato dall’amministrazione di centrosinistra poco prima della fine del mandato. Prim’ancora che fosse adottato il Piano, a tutela del proprio interesse legittimo, la signora Proto presentò ricorso al Tar contro il provvedimento di esproprio.
Le elezioni del 2001 se le aggiudicò con una maggioranza “bulgara” il candidato sindaco del centrodestra Cosimino Moretto, che tra i primi atti dispose la revoca del Piano regolatore con la promessa che, modificato in meglio, sarebbe stato portato nuovamente in consiglio comunale entro sei mesi.
Questo, ed è storia nota, non accadde e il Pug rimane a tutt’oggi un miraggio nonostante siano trascorsi dieci anni. La mancata adozione del Pug che, per un motivo o per l’altro, attribuiva una notevole importanza ai terreni all’epoca espropriati avrà inciso sulla pronuncia del Tar, che non ha potuto saggiarne l’effettiva pubblica utilità e anche per questo si è espresso per l’illegittimità.
Poi la signora Proto, forte della sentenza del Tar, ha chiesto al Tribunale civile di quantificare i danni che, come una mazzata, sono arrivati con sentenza dell’aprile 2010: 600mila euro comprese le spese legali a carico del Comune.
La giunta nominata da Moretto comprendeva, tra gli altri, gli attuali sindaco Pomarico (vicesindaco) e assessore De Nuzzo, che rimasero in carica – come giustamente ricordano e sottolineano – fino al maggio 2003. C’erano o non c’erano quando quella giunta decise di revocare il Piano regolatore? Un’altra considerazione.
Oggi Pomarico e De Nuzzo, per di più a pochi giorni dall’insediamento, sono stati in grado di dire che il contenzioso comunale è eccessivo, comprendendo circa 500 cause, delle quali si saranno certamente fatti un’idea. Pomarico e De Nuzzo, nel 2001, avevano o non avevano fatto una ricognizione del contenzioso? Avrebbero o non avrebbero, in qualità di amministratori, potuto conoscere l’esistenza e l’importanza di quel procedimento di esproprio? Avrebbero o meno potuto esprimere un orientamento di massima circa il da farsi?
E dopo, sebbene passati all’opposizione, per il bene della comunità, avrebbero o meno potuto evidenziare il problema perché si potesse in qualche modo correre ai ripari? C’era ancora tempo, o non ce n’era affatto, per denunciare il pericolo quando, nel 2006, Pomarico entrò in consiglio comunale da candidato sindaco sconfitto in quota Mpa? I semplici consiglieri comunali in che modo devono fare opposizione se non portando a galla, sempre a patto che siano a loro conoscenza e sarebbe un bene che così fosse, questioni d’interesse collettivo?
Concordo con gli amici – tali sono e tali rimarranno, per quanto mi riguarda - Pomarico e De Nuzzo quando scrivono che informare “è una cosa seria e dovuta” e che “scrivere solo per fare notizia e destare allarme su problemi di grande spessore non va assolutamente bene”.
È per questo, oltre che per la stima che nutro nei rispettivi confronti - altrimenti controbattere sarebbe stato sprecato - che mi brigo di rispondere trovando un piccolo ritaglio di tempo. È per lo stesso motivo che non accetto che quanto scritto nei giorni scorsi – su La Gazzetta in primis – sia semplicisticamente etichettato come “ingannevole e diffamante”.
Io, per quieto vivere e rispetto, appunto, questa espressione l’avevo rimossa dal comunicato che avrebbe – a dire degli autori - dovuto fare chiarezza sulla vicenda, il cui nocciolo essenziale non mi ero risparmiato di pubblicare, fuor di polemica.
Un’ultima precisazione per fugare ogni curiosità (legittima, ci mancherebbe): tutto quanto apparso recentemente sul il Controvento è stato pubblicato dall’impagabile amico Franco Arpa dopo aver parlato con il sottoscritto, da cui ha avuto carta bianca e condivisione. Le frecce nell'immagine, che indicano luce, fogna, acquedotto e marciapiedi - a servire l'aperta campagna - indicano quella che si definisce una "cattedrale nel deserto", che ormai è lì e nessuno la sposta più a prescidere dalle responsabilità.
Cari saluti, presto spero si potrà parlare di questo e altro di persona, e un abbraccio.
Eliseo (il cognome me lo risparmio, a scanso di formalismi, titoli, annessi e connessi, tanto lo conoscete)
L'ex sindaco Ferretti, a proposito del debito per illegittimo esproprio: "la mia Amministrazione non poteva essere a conoscenza della questione...."
Con riferimento all’articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, nella cronaca di Brindisi della edizione dell' 8 luglio 2011, dal titolo “Ecco perché il Comune deve pagare 600mila euro”, sono costretto a formulare alcune opportune precisazioni in quanto, pur non contenendo inesattezze, il pezzo lascia intendere che sulla questione di cui si occupa possano esservi responsabilità da parte dell’Amministrazione di cui sono stato a capo dal 2006 al 2010.
In merito alla vicenda dell’azione legale per il risarcimento dei danni, occorre innanzitutto precisare che è facile rendersi conto, già da una prima lettura delle carte, che le responsabilità da individuare sono personali, di uno o più funzionari e/o di uno o più amministratori, e non di una amministrazione nel suo insieme. Differente è sicuramente la questione relativa alla precedente decisione di esproprio, ed agli atti consequenziali, questa si posta in essere da una Amministrazione.
L’estensore dell’articolo chiarisce che il Comune di Oria era contumace nella causa di risarcimento danni proposta dal proprietario dei terreni illegittimamente espropriati, specifica anche come l’avvocato Pellegrino abbia scelto di non notificare al Comune di Oria (parte soccombente) la sentenza, facendo così strategicamente in modo che questa divenisse definitiva senza farne alcuna comunicazione, non dice però che la mia Amministrazione non poteva essere a conoscenza della questione proprio a ragione della contumacia, determinata dalla inerzia di qualcuno in anni precedenti. Così come non dice che quell’arco di tempo di un anno e 46 giorni citato nell’articolo, ha visto amministrare la Città, oltre al sottoscritto, anche un Commissario Prefettizio per oltre cinque mesi e, anche se per soli 18 giorni, l’Amministrazione attualmente in carica. Quanto appena precisato non per richiamare a responsabilità, che ovviamente non può avere, chi ha amministrato la Città dopo lo scrivente, ma proprio per rappresentare che anche la responsabilità di non aver consentito all’Amministrazione di appellare la sentenza di primo grado è evidentemente da ricercare nel passato.
A ciò si aggiunga che il sottoscritto, subito dopo il suo insediamento nel 2006, si preoccupò di far eseguire una ricognizione totale del contenzioso, apparso subito fuori controllo; cosa che fu fatta egregiamente, nonostante che molti fascicoli non fossero completi e, probabilmente, alcuni altri non ci fossero affatto. Un successivo riordino dell’ufficio contenzioso fu successivamente eseguito altrettanto egregiamente dalla valida dott.ssa Di Mauro al suo arrivo nel Comune di Oria quale Segretario Generale e Direttore Generale. In nessuna di queste occasioni emerse alcunché della causa in questione. Se così non fosse stato si sarebbero adottati tutti i provvedimenti necessari per evitare l’insorgere di danni a carico del Comune e dei cittadini, così come la mia Amministrazione ha dimostrato di saper e voler fare in altre circostanze quali, per esempio, la transazione con il Consorzio D’Asta, la transazione con la Soget srl e la costituzione in giudizio con vittoria contro la Garda Segnale srl, società poi venuta alla ribalta delle cronache nazionali.
In merito alla vicenda che ci occupa, si rappresenta che il movimento politico di cui faccio parte, Io Amo Oria – Io Amo l’Italia, nei prossimi giorni si farà promotore di specifiche iniziative per venire incontro alla richiesta di chiarezza da parte di numerosi cittadini.
Distinti saluti.
Oria, 9 luglio 2011
In merito alla vicenda dell’azione legale per il risarcimento dei danni, occorre innanzitutto precisare che è facile rendersi conto, già da una prima lettura delle carte, che le responsabilità da individuare sono personali, di uno o più funzionari e/o di uno o più amministratori, e non di una amministrazione nel suo insieme. Differente è sicuramente la questione relativa alla precedente decisione di esproprio, ed agli atti consequenziali, questa si posta in essere da una Amministrazione.
L’estensore dell’articolo chiarisce che il Comune di Oria era contumace nella causa di risarcimento danni proposta dal proprietario dei terreni illegittimamente espropriati, specifica anche come l’avvocato Pellegrino abbia scelto di non notificare al Comune di Oria (parte soccombente) la sentenza, facendo così strategicamente in modo che questa divenisse definitiva senza farne alcuna comunicazione, non dice però che la mia Amministrazione non poteva essere a conoscenza della questione proprio a ragione della contumacia, determinata dalla inerzia di qualcuno in anni precedenti. Così come non dice che quell’arco di tempo di un anno e 46 giorni citato nell’articolo, ha visto amministrare la Città, oltre al sottoscritto, anche un Commissario Prefettizio per oltre cinque mesi e, anche se per soli 18 giorni, l’Amministrazione attualmente in carica. Quanto appena precisato non per richiamare a responsabilità, che ovviamente non può avere, chi ha amministrato la Città dopo lo scrivente, ma proprio per rappresentare che anche la responsabilità di non aver consentito all’Amministrazione di appellare la sentenza di primo grado è evidentemente da ricercare nel passato.
A ciò si aggiunga che il sottoscritto, subito dopo il suo insediamento nel 2006, si preoccupò di far eseguire una ricognizione totale del contenzioso, apparso subito fuori controllo; cosa che fu fatta egregiamente, nonostante che molti fascicoli non fossero completi e, probabilmente, alcuni altri non ci fossero affatto. Un successivo riordino dell’ufficio contenzioso fu successivamente eseguito altrettanto egregiamente dalla valida dott.ssa Di Mauro al suo arrivo nel Comune di Oria quale Segretario Generale e Direttore Generale. In nessuna di queste occasioni emerse alcunché della causa in questione. Se così non fosse stato si sarebbero adottati tutti i provvedimenti necessari per evitare l’insorgere di danni a carico del Comune e dei cittadini, così come la mia Amministrazione ha dimostrato di saper e voler fare in altre circostanze quali, per esempio, la transazione con il Consorzio D’Asta, la transazione con la Soget srl e la costituzione in giudizio con vittoria contro la Garda Segnale srl, società poi venuta alla ribalta delle cronache nazionali.
In merito alla vicenda che ci occupa, si rappresenta che il movimento politico di cui faccio parte, Io Amo Oria – Io Amo l’Italia, nei prossimi giorni si farà promotore di specifiche iniziative per venire incontro alla richiesta di chiarezza da parte di numerosi cittadini.
Distinti saluti.
Oria, 9 luglio 2011
F.to Cosimo FERRETTI
12 LUGLIO 2011 PRESENTAZIONE SPOT PROMOZIONALE COMUNI ORIA E MANDURIA.
L’Amministrazione comunale di Oria, in collaborazione con l'Amministrazione di Manduria, cogliendo con favore la proposta del Movimento Regione Salento di invitare le emittenti televisive a mettere in onda uno spot promozionale per riscattare l’immagine del territorio salentino in generale e di quello oritano e manduriano in particolare, a seguito della nota emergenza immigrazione, ha deciso di avviare un importante iniziativa.A tal proposito martedì 12 luglio 2011 il progetto sarà presentato agli organi di informazione e alla cittadinanza presso l'aula consiliare del comune di Oria alle ore 18.30.
Tale iniziativa assume un carattere di indubbio significato sociale ed economico all’inizio della stagione estiva.
Il comparto turistico locale, come noto, è stato duramente danneggiato da una campagna di informazione che ha creato confusione e smarrimento nei giorni successivi all’apertura del campo profughi tra Oria e Manduria, da qui l’esigenza di riportare la giusta attenzione sul nostro territorio attraverso una formula di compensazione pubblicitaria, tanto necessaria quanto dovuta.
Alla conferenza stampa prenderanno parte il sindaco di Oria Cosimo Pomarico, i presidenti delle province di Brindisi e Taranto Massimo Ferrarese e Gianni Florido, il sindaco di Manduria Paolo Tommasino e il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro.
10/07/11
DOVE SAREBBERO GLI INGANNI E LE DIFFAMAZIONI (DI CUI SI SENTONO VITTIME SINDACO ED ASS. DE NUZZO ? )
Copiamo-incolliamo due articoli apparsi sulla Gazzetta del Mezzogiorno nei giorni scorsi. Noi, molto sinceramente, non rileviamo nessun INGANNO E DIFFAMAZIONE nei confronti di Pomarico e De Nuzzo. Una domanda nasce spontanea: "In tal modo forse i due intendono tirarsi -fuori- e infangare altri componenti dell'attuale Giunta citati anch'essi da articoli di stampa?"
(da Gazzetta del Mezzogiorno del 5 luglio 2011)
SEICENTOMILA EURO DA PAGARE. UN VECCHIO ESPROPRIO METTE IN GINOCCHIO LE CASSE DEL COMUNE. NON E' ESCLUSO CHE INTERVENGA LA CORTE DEI CONTI PER ACCERTARE EVENTUALI RESPONSABILITA' CHE NON POSSONO RICADERE SULLA COMUNITA'
• ORIA. Come una mazzata tra capo e collo, dove fa più male. Così è stata accolta dalla nuova amministrazione, guidata dal sindaco Cosimo Pomarico, la sentenza con cui il Tar decide che sì - come sostenuto dal ricorrente - un esproprio per pubblica utilità di 12 anni fa è da considerarsi illegittimo. Il Comune deve risarcire circa 600mila euro ai proprietari dei terreni tra via Tintoretto, Beato Angelico e Leonardo da Vinci, dove sono tuttora visibili le opere di cosiddetta urbanizzazione illo tempore correva l'anno 1998 -avviate dall'amministrazione di centrosinistra del sindaco Sergio Ardito. Ci sono perfino l'illuminazione pubblica, che da su una stradina non ancora asfaltata e i marciapiedi, costruiti prim'ancora dei fabbricati contro ogni logica: certamente sarebbero stati d'intralcio qualora, per davvero, fossero entrate in azione pale e ruspe per realizzare le aperture stradali. Questa spesa improvvisa gli oltre 5OOmila euro, da corrispondere subito - combinata ai tagli agli enti locali disposti dal governo centrale, potrebbe ripercuotersi più che negativamente sull'attività amministrativa, che rischia di bloccarsi prima di partire: non c'è un euro. I cittadini cominciano a esserne consapevoli e, intanto, organizzano una petizione per chiedere, così come previsto dallo Statuto comunale, l'istituzione di una commissione d'inchiesta per comprendere come sia stato possibile, a cavallo tra tre amministrazioni -quelle succedutesi dal 1998 a oggi, appunto arrivare a tanto. Il malcontento è aumentato dal fatto che nell'attuale giunta ci sono ex assessori dell'epoca Ardito (Pino Malva e Cosimo Assanti) e Moretto (lo stesso Pomarico e Luciano De Nuzzo). Quindi, la gente pensa che qualcuno di loro possa essere a conoscenza di come siano andate le cose. Certo è che nell'estrema periferia oritana oggi sorge una delle tante, troppe cattedrali nel deserto, che hanno gravato e continueranno a gravare sulle tasche dei cittadini-contribuenti per diversi altri anni, senza per di più essere fruibili o perlomeno di una qualche pubblica utilità. È così che sorgono seri dubbi, peraltro palesati nella sentenza del Tar Puglia - sezione di Lecce, circa l'urgenza con cui furono disposti gli espropri dei terreni di proprietà della famiglia Giaccari, cui all'epoca l'ente corrispose appena due milioni di lire. Per qualcuno, il fatto che la scure della giustizia amministrativa si sia abbattuta sul capo dell'amministrazione Pomarico, rappresenterebbe una sorta di nemesi, una vendetta divina contro procedure amministrative, con il senno di poi, poco ortodosse. L'espansione urbanistica, a suo tempo sperata, nella dirczione Torre, infatti, non c'è poi mai stata. Nel frattempo, però, per errori le cui responsabilità restano tutte da accertare - chissà che non sia la commissione d'inchiesta che i cittadini chiedono, a farlo (o la Corte dei Conti) il sindaco Pomarico annuncia pesanti tagli per fronteggiare questa spesa inattesa, oltreché quelle della gestione ordinaria. C'è poi da mettere in conto il ricorso che palazzo di città presenterà al Consiglio di Stato contro la decisione di primo grado: ulteriori spese legali a carico della comunità, che proprio non ci sta e chiede a gran voce di sapere, quanto prima, con chi prendersela per davvero. Tutto potrebbe dipendere dall'istituzione della commissione d'inchiesta mista amministratori e cittadini che, se la petizione andasse in porto, dovrebbe essere necessariamente istituita.
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(da Gazzetta del Mezzogiorno dell'8 luglio 2011)
ECCO PERCHE' IL COMUNE DEVE PAGARE 600MILA EURO. LO HA STABILITO IL GIUDICE (SENZA CHE CI SIA STATO ALCUN RICORSO) DOPO UN ESPROPRIO AD OPERA DELLA GIUNTA ARDITO RITENUTO "ILLEGITTIMO". CHI PAGA? I CONTRIBUENTI O I POLITICI RESPONSABILI? PETIZIONE PER UNA COMMISSIONE E CORTE DEI CONTI IN AZIONE.
• ORIA - Il Comune è chiamato a risarcire immediatamente 6OOmila euro circa, più spese legali, per quell'esproprio, giudicato illegittimo, datato 1998 di cui La Gazzetta si era occupata qualche giorno fa. Oggi emergono nuovi particolari del procedimento, culminato nella sentenza ormai passata in giudicato, quindi non più appellabile, che rischia di mettere definitivamente in ginocchio le finanze dell'ente, già destinatarie dei tagli alla spesa pubblica imposte dal governo nazionale per fronteggiare il periodo di recessione.
Il provvedimento di esproprio con occupazione d'urgenza, per motivi di pubblica utilità, deciso dall'allora amministrazione del sindaco Sergio Ardito, fu impugnato dall'intestataria dei terreni tra via Tintoretto, Beato Angelico e Leonardo da Vinci, Maria Giuseppa Proto, che è stata assistita dal noto amministrativista Giovanni Pellegrino.
Il contenzioso, iscritto a ruolo durante l'amministrazione di Cosimino Moretto e protrattosi per ben 12 anni, si è celebrato presso il Tribunale civile di Francavilla Fontana e non, come riportato in un primo momento dinanzi al Tar Puglia sezione di Lecce.
Il Comune non si è costituito in giudizio, così l'avvocato Pellegrino, dopo la pronuncia del Tribunale, favorevole all'assistita, ha optato per il termine lungo (un anno e 46 giorni), trascorso il quale la sentenza è definitivamente inoppugnabile.
L'ente, nell'arco di quell'anno e 46 giorni, avrebbe potuto opporsi al provvedimento impugnandolo, quantomeno evitando che la capitolazione divenisse definitiva. Questo non è avvenuto, così palazzo di città oggi è chiamato a indebitarsi, con l'inevitabile sostegno dei cittadini-contribuenti, per estinguere un debito che, di questi tempi, è una mazzata tra capo e collo, dove fa più mate, e che rischia di bloccare sul nascere ogni buon proposito della neonata amministrazione Pomarico.
1 cittadini lo percepiscono, anche perchè in quella che era stata indicata come una potenziale zona di espansione urbanistica del Pug adottato ai tempi di Ardito, oggi sorgono soltanto cattedrali nel deserto. Con tanto di opere di cosiddetta urbanizzazione luce, acqua, fogna, illumuiazione e finanche marciapiedi fini a se stesse. I pali dell'elettricità, tanto per fare un esempio eclatante, illuminano tratturi che non portano da nessuna parte e intorno ai quali non sorge neppure un'abitazione. Lo stesso dicasi di impianto idrico e fognante, per non parlare dei marciapiedi.
Cui prodest? a chi giova? -, si sarebbero chiesti gli antichi romani, che con le opere pubbliche, purché utili, avevano una certa dimestichezza.
È di fronte per questo che un comitato spontaneo di oritani si è sobbarcato l'onere di una petizione pubblica per chiedere, cosi come previsto dallo Statuto comunale, l'istituzione di una commissione speciale d'inchiesta per risalire all'origine dello spreco ed eventualmente individuarne i responsabili.
Oggi come oggi, in attesa che sia fatta piena luce su quanto accaduto due e più lustri addietro, è possibile dire che tutto cominciò con l'ultima amministrazione Ardito di centrosinistra, quando fu deciso che procedere con gli espropri in quella zona fosse cosa buona e giusta nei tempi e nei modi. E che, successivamente correva il quinquennio dell'amministrazione Moretto, centrodestra -, con la causa già iscritta a ruolo presso il Tribunale, il Comune decise o dimenticò di costituirsi in giudizio.
La nuova giunta Pomarico è un mix tra quella di Ardito (Pino Malva e Mimmo Assanti) e quella di Moretto (lo stesso Pomarico, all'epoca vicesindaco, Luciano De Nuzzo e Mimino Di Giovanni). Quando sarebbe stato ancora possibile impugnare la sentenza civile di primo grado c'era, invece, la giunta di Mimino Ferretti, di nuovo centrodestra. Insom-ma, una bella matassa, di cui per un'eventuale commissione comunale d'inchiesta - e forse anche per la Corte dei Conti - sarà tutt'altro che facile ritrovare il bandolo.
IL SINDACO E L'ASSESSORE DE NUZZO: INGANNEVOLI E DIFFAMANTI AFFERMAZIONI STAMPA CIRCA DEBITO 600mila EURO PER ESPROPRIO 1998.
La vicenda è annosa perché nasce dalla censura dichiarata dalla sentenza n. 129/05 del gennaio 2005 del Tar Lecce su una procedura di esproprio del 1998 e sul conseguenziale annullamento degli atti di procedura, sentenza peraltro mai impugnata innanzi al Consiglio di Stato.
Immediatamente dopo la sentenza del Tar Puglia, per la precisione nel febbraio del 2005, veniva promosso dall'unica proprietaria di alcuni dei terreni interessati (ovviamente la stessa che aveva promosso e vinto il ricorso al Tar) un giudizio civile innanzi al Tribunale di Francavilla per il risarcimento di tutti i danni subiti in ragione della proclamata illegittimità dell'agire amministrativo, danni relativi al ristoro del valore del terreno acquisito dall'Ente per la realizzazione delle strade, alla mancata disponibilità ed utilizzabilità dello stesso terreno ed al deprezzamento da perdita di edificabilità degli altri terreni derivanti dal frazionamento conseguente alla realizzazione delle strade.
Il Tribunale di Francavilla Fontana di seguito a tale giudizio, nel quale il Comune di Oria non si è mai costituito, nell'aprile 2010 depositava sentenza di accoglimento condannando lo stesso Comune alla complessiva somma di euro 521.941,40 che, sommati agli ulteriori interessi maturati, porta ai quasi 600 mila euro rivendicati dalla proprietaria.
Come può constatarsi all'esito finale concorrono diversi fattori e diverse condotte, tutte in ogni caso ed evidentemente estranee all'attuale amministrazione.
Sotto tale ultimo aspetto, quello che è opportuno chiarire in maniera inequivocabile, che all'epoca in cui l'amministrazione avrebbe dovuto valutare l'opportunità della costituzione nel giudizio (febbraio 2005) sia Cosimo Pomarico che Luciano De Nuzzo non ne facevano ormai più parte sin dal mese di maggio 2003! Pertanto tutte le affermazioni sugli articoli di stampa di questi giorni sono ingannevoli e diffamanti.
Di fronte a tale complicata vicenda alcune cose vanno dette e chiarite ai cittadini:
la Corte dei Conti dovrà sicuramente intervenire ed a tanto sarà chiamata espressamente da questa amministrazione, perché siano chiariti comportamenti ed eventuali responsabilità di precedenti amministratori che abbiano potuto produrre un danno erariale per l'Ente;
Sulle scelte e le decisioni che saranno prese la cittadinanza sarà prontamente e tempestivamente informata.
Questa amministrazione ritiene infatti che tale gravissima e devastante vicenda non possa essere assolutamente né sottovalutata e di seguito a quanto accaduto ogni responsabilità dovrà essere con chiarezza e con sollecitudine accertata dalle Autorità competenti cui sarà inviato e trasmesso tutto quanto necessario.
Oria 9 luglio 2011
Il Sindaco
Cosimo Pomarico
Cosimo Pomarico
08/07/11
ORIA: ….ASPETTANDO FEDERICO II “LOTTERIA DI NOMI ECCELLENTI”
Riceviamo e pubblichiamo dalla direzione Premio Federico II:
[ A meno di un mese dal galà più atteso del Salento, il 23 e 24 luglio l’ottava edizione del Premio Federico II al Castello di Oria , fervono i preparativi e non solo… “Una Lotteria di Nomi Eccellenti” sono, le parole del nuovo direttore marketing Agostino M.Basile che con il Patron e direttore artistico Giulio Caforio ha messo la riserva sui nomi dei premiati di quest’anno.
Sarà il Castello di Oria ,splendido maniero federiciano del XIII secolo, a ospitare quest’anno il 23 e 24 luglio l’evento clou dell’estate oritana. Preceduto per la prima volta martedì 12 luglio da una Tavola Rotonda dal tema : "Lo sviluppo del territorio e le sue tre entità: 'L'Ospitalità, La Sostenibilità, La Ruralità.'"
L’evento registrerà la partecipazione e l’intervento di eminenti relatori: il Dott. Dario Stefano (Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia), il Dott. Massimo Ferrarese (Presidente della Provincia di Brindisi)), il Dott. Francesco Mastrogiacomo (Responsabile Gestione Fondi Comunitari Leader), l’On. Antonio Lia (Presidente dell’Assogal Puglia), il dott. Fausto Faggioli (Presidente dell’EARTH Academy) e il Sindaco Cosimo Pomarico della Città di Oria che aprirà il simposio.
Per i 1500 privilegiati spettatori, che già si stanno affrettando ad acquistare i biglietti in prevendita, la kermesse del 23 e 24 sarà condotta dalla splendida Luisa Corna e dalle partecipazioni del presentatore conduttore Mauro Pulpito e dello show man Antonello Costa. I momenti di spettacolo saranno scanditi dalle magiche realizzazioni dell’Istant Fashion di Alfredo Nocera, dal Coro Gospel Angels in Music Family, dal corpo di ballo di Steve La Chance, dall’artista cantante parigina Kelly Joyce e da Justine Mattera che renderà un omaggio al mito di Marilyn Monroe, e tanti altri.
Nonostante il riserbo della Direzione sui nomi dei premiati tra i più accreditati, oltre ai succitati relatori della Tavola Rotonda, tra gli altri trapela il nome del celebre cantante Albano Carrisi e del Dott. Marco Montrone Presidente del Gruppo Norba .
[ A meno di un mese dal galà più atteso del Salento, il 23 e 24 luglio l’ottava edizione del Premio Federico II al Castello di Oria , fervono i preparativi e non solo… “Una Lotteria di Nomi Eccellenti” sono, le parole del nuovo direttore marketing Agostino M.Basile che con il Patron e direttore artistico Giulio Caforio ha messo la riserva sui nomi dei premiati di quest’anno.
Sarà il Castello di Oria ,splendido maniero federiciano del XIII secolo, a ospitare quest’anno il 23 e 24 luglio l’evento clou dell’estate oritana. Preceduto per la prima volta martedì 12 luglio da una Tavola Rotonda dal tema : "Lo sviluppo del territorio e le sue tre entità: 'L'Ospitalità, La Sostenibilità, La Ruralità.'"
L’evento registrerà la partecipazione e l’intervento di eminenti relatori: il Dott. Dario Stefano (Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia), il Dott. Massimo Ferrarese (Presidente della Provincia di Brindisi)), il Dott. Francesco Mastrogiacomo (Responsabile Gestione Fondi Comunitari Leader), l’On. Antonio Lia (Presidente dell’Assogal Puglia), il dott. Fausto Faggioli (Presidente dell’EARTH Academy) e il Sindaco Cosimo Pomarico della Città di Oria che aprirà il simposio.
Per i 1500 privilegiati spettatori, che già si stanno affrettando ad acquistare i biglietti in prevendita, la kermesse del 23 e 24 sarà condotta dalla splendida Luisa Corna e dalle partecipazioni del presentatore conduttore Mauro Pulpito e dello show man Antonello Costa. I momenti di spettacolo saranno scanditi dalle magiche realizzazioni dell’Istant Fashion di Alfredo Nocera, dal Coro Gospel Angels in Music Family, dal corpo di ballo di Steve La Chance, dall’artista cantante parigina Kelly Joyce e da Justine Mattera che renderà un omaggio al mito di Marilyn Monroe, e tanti altri.
Nonostante il riserbo della Direzione sui nomi dei premiati tra i più accreditati, oltre ai succitati relatori della Tavola Rotonda, tra gli altri trapela il nome del celebre cantante Albano Carrisi e del Dott. Marco Montrone Presidente del Gruppo Norba .
Tavola Rotonda
Castello di Oria
12 luglio 2011
Ore 10,15
Premio Federico II
Castello di Oria
23-24 luglio 2011
start ore 21,00
Castello di Oria
23-24 luglio 2011
start ore 21,00
Info e contatti:
www.premiofedericosecondo.it;
direzione@premiofedericosecondo.it]
direzione@premiofedericosecondo.it]
07/07/11
Torre Santa Susanna. 1° Concorso Balconi Fioriti ...a Sud... .
Riceviamo e pubblichiamo da:[Il Circolo Culturale "...a Sud...", il Comune di Torre Santa Susanna, l'Associazione Agata Gallù e " L'Orchidea" di Padula Vi invitano a partecipare al 1° Concorso Balconi Fioriti ...a Sud... .
Domenica 10 Luglio 2011 ore 21,30 presso il Palazzetto dello Sport di Torre Santa Susanna (BR) verranno distribuite gratuitamente piante fiorite.
Abbellite i vostri balconi.
Il 10 Agosto 2011 una Commissione giudicherà il balcone più bello, al/la proprietario/a
Verrà regalato un Televisore LCD.
Per partecipare occorre compilare una scheda che verrà consegnata al momento del ritiro delle piantine. ]
Domenica 10 Luglio 2011 ore 21,30 presso il Palazzetto dello Sport di Torre Santa Susanna (BR) verranno distribuite gratuitamente piante fiorite.
Abbellite i vostri balconi.
Il 10 Agosto 2011 una Commissione giudicherà il balcone più bello, al/la proprietario/a
Verrà regalato un Televisore LCD.
Per partecipare occorre compilare una scheda che verrà consegnata al momento del ritiro delle piantine. ]
01/07/11
ORIA - PDL E PUGLIA PRIMA DI TUTTO GRUPPO UNICO IN CONSIGLIO COMUNALE.
Riceviamo e pubblichiamo:
[A CONCLUSIONE DEGLI INCONTRI ORGANIZZATIVI , LE DUE ANIME DEL POPOLO DELLA LIBERTA’, PRESENTI NELL’ ULTIMA COMPETIZIONE ELETTORALE CON PROPRIE LISTE, PDL E PUGLIA PRIMA DI TUTTO, CONVENGONO SULLA NECESSITA’ DI RIBADIRE L’APPARTENENZA ALL’ ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DANDO VITA AD UN UNICO GRUPPO CHE CONSENTIRA’ DI AFFRONTARE I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE CON MAGGIORE INCISIVITA’ .
CONSERVANO, PERO’, LA PROPRIA AUTONOMIA ORGANIZZATIVA LOCALE, PER RESTARE VICINI AI PROPRI ELETTORI, SIMPATIZZANTI E CANDIDATI .
SI IMPEGNANO A FARE FRONTE UNICO NELLE MANIFESTAZIONI UFFICIALI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’.
-I COORDINAMENTI CITTADINI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ E DELLA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
-I CONSIGLIERI COMUNALI : LINO SPINA E ERMANNO VITTO
Oria, 30/06/2011]
[A CONCLUSIONE DEGLI INCONTRI ORGANIZZATIVI , LE DUE ANIME DEL POPOLO DELLA LIBERTA’, PRESENTI NELL’ ULTIMA COMPETIZIONE ELETTORALE CON PROPRIE LISTE, PDL E PUGLIA PRIMA DI TUTTO, CONVENGONO SULLA NECESSITA’ DI RIBADIRE L’APPARTENENZA ALL’ ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DANDO VITA AD UN UNICO GRUPPO CHE CONSENTIRA’ DI AFFRONTARE I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE CON MAGGIORE INCISIVITA’ .CONSERVANO, PERO’, LA PROPRIA AUTONOMIA ORGANIZZATIVA LOCALE, PER RESTARE VICINI AI PROPRI ELETTORI, SIMPATIZZANTI E CANDIDATI .
SI IMPEGNANO A FARE FRONTE UNICO NELLE MANIFESTAZIONI UFFICIALI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’.
-I COORDINAMENTI CITTADINI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ E DELLA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
-I CONSIGLIERI COMUNALI : LINO SPINA E ERMANNO VITTO
Oria, 30/06/2011]







