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05/05/11

PROFUGHI, LA PROCIV BRINDISI IN AZIONE AL CAMPO


ORIA - Riceviamo e pubblichiamo dalla Prociv:

[Da ieri mattina (4 maggio) il Coordinamento delle Associazioni di volontariato di Protezione Civile della Provincia di Brindisi sta operando presso il Campo Profughi di Manduria (Taranto). C'è stato, infatti, un arrivo massiccio di migranti da Lampedusa che trovano tuttora accoglienza temporanea presso il Campo di Manduria, dove stanno operando funzionari del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e del Servizio di Protezione Civile della Regione Puglia.
Numerosi i volontari appartenenti alle associazioni di Protezione civile operanti in provincia di Brindisi ed aderenti al Coordinamento Provinciale che da questa mattina stanno svolgendo presso il Campo attività di ausilio e assistenza oltre che di anti-incendio.

Brindisi, 4 Maggio 2011]

28/04/11

TOCCA AI LIBICI, IL "CAI" DIVENTA "CARA", PERMANENTE


ORIA - L'attenzione è andata scemando nel corso dei giorni ma, nonostante i tunisini siano quasi tutti partiti permesso di soggiorno temporaneo alle mani, la tendopoli lungo la provinciale Oria - Manduria è destinata a rimanere in piedi, anzi a "evolvere". Quello che per oltre un mese è stato un "Cai" (centro accoglienza e identificazione) - fattispecie creata ad hoc per ospitare gli "sgomberati" da Lampedusa -, presto diventerà un "Cara" (centro accoglienza richiedenti asilo) per accogliere i profughi - qui non ci saranno dubbi di status - che fuggiranno dalla Libia. Gente, insomma, che scappa dalle rappresesaglie dei "lealisti" al soldo del colonnello Gheddafi, da quelle dei cosiddetti ribelli e, da ultimo ma non per ultimo, dalle "bombe intelligenti" dell'Occidente, compresa l'Italia. Le tende, che fino a questo momento hanno ospitato soprattutto tunisini, man mano sono rimpiazzate da container e finanche da prefabbricati, mentre proseguono le opere di urbanizzazione presso l'ex aeroporto militare di Manduria. Pur in carenza di comunicazioni ufficiali, puntuali e attendibili, pare proprio che la convivenza con i migranti dovrà protrarsi ancora per un po', fino al nuovo ordine. La tranquillità degli ultimi giorni in città potrebbe essere interrotta già dalla prossima settimana dall'arrivo di 4-500 cittadini provenienti dalla Libia.(e.z.)

25/04/11

MIGRANTI E SCU, DUE PICCIONI CON UNA FAVA


ORIA - La massiccia presenza delle forze dell'ordine, soprattutto polizia di Stato, negli ultimi giorni, era legata esclusivamente all'emergenza immigrati? La risposta, alla luce degli ultimi accadimenti, è semplice: no. Probabilmente, anzi, l'emergenza immigrati è servita a portare a buon fine un'altra operazione che - da quanto si è appreso - la Questura programmava da tempo: la cattura della "primula rossa" della Sacra Corona Unita Francesco Campana (foto), latitante da tempo immemore che si nascondeva proprio alle pendici del castello federiciano. L'arresto di Campana - ironia della sorte concretizzatasi in prossimità della Pasqua - era sfumata in diverse occasioni, spesso di un soffio, come comunicato proprio dalle forze dell'ordine in conferenza stampa. Quindi, a giochi fatti, si può ben pensare che, in fondo, la presenza dei nordafricani, abbia giovato non poco alle indagini. I presidii della polizia, ancora più di quelli dei carabinieri e della guardia di finanza, ultimamente avevano assunto proporzioni "sospette": in città, mai meno di quattro-cinque mezzi e dieci agenti, dalla stazione alle piazze principali (Manfredi e Lama), nonostante fossero diminuiti considerevolmente, con la concessione dei permessi di soggiorno, i bivacchi dei tunisini. La totale scomparsa oggi - e passi che è Pasqua per tutti - delle auto bianche e azzurre ne è la conferma: la polizia puntava a prendere due piccioni con una fava. Il piccione principale - il latitante e non l'ordine pubblico, forse - è stato preso, quindi ora è possibile un po' allentare i controlli. Il Cai, intanto, rimarrà attivo e ricettivo. La speranza è che non ci sia bisogno che un altro latitante elegga "domicilio" a Oria perché il territorio sia presidiato a dovere.
(e.z.)

IL PRC E LA "PASQUETTA CON I MIGRANTI"


ORIA - La sezione "Che Guevara" di Francavilla del Partito della Rifondazione comunista organizza la Pasquetta con i migranti, che si terrà quest'oggi nei pressi del centro d'accoglienza e identificazione a partire dalle 8 e fino alle 20. L'iniziativa prevede l'allestimento di un presidio umanitario proprio nelle vicinanze della tendopoli perché anche gli ospiti abbiano di che festeggiare in un giorno che più o meno per tutti significa scampagnate, festa e divertimento. L'invito a partecipare, portando cibo, acqua, indumenti, prodotti per l'igiene e quant'altro possa essere utile ai nordafricani, è esteso a tutti. Questa è l'ennesima dimostrazione di solidarietà da parte del circolo francavillese che, assieme ad altri gruppi di volontati, sin dai primi giorni dell'emergenza immigrati tra Oria e Manduria, si è prodigato per renderne meno drammatiche le condizioni vita.

20/04/11

PROFUGHI, LIPPOLIS, "QUALCUNO CI PRENDE IN GIRO. A CHI CONVIENE LA TENDOPOLI?"


ORIA - Riceviamo e pubblichiamo da Angelo Lippolis:

[Che delusione. Noi oritani ci eravamo un attimo rilassati. Avevamo per un momento abbassato il livello di guardia, confidando nelle parole del sottosegretario Mantovano che ha aveva assicurato che entro Pasqua la tendopoli sarebbe stata svuotata , e invece, da come stanno andando le cose, si capisce però che la tendopoli nessuno la vuole svuotare.
Domenica ci sono stati i primi 120 permessi. Erano tutti migranti che avevano dichiarato di non avere un lavoro o un familiare da raggiungere e così hanno chiesto aiuto allo Stato italiano. Sono stati tutti trasferiti in centri di accoglienza dell’Emilia Romagna e del Veneto. Lì, adesso, sono liberi di rimanere nel centro che li ha accolti o di andar via alla ricerca di una vita migliore, per i prossimi 6 mesi.
Tutti gli altri tunisini hanno invece dichiarato di sapere dove andare, di avere un probabile lavoro o una famiglia da raggiungere. In questo caso, la macchina umanitaria non interviene. Ti consegna la mitica card valida per 6 mesi se dimostri di avere i soldi per comprare il biglietto del treno per il luogo di destinazione che hai dichiarato di voler raggiungere. Così, ieri, hanno fatto salire sugli autobus circa 70 tunisini che però, arrivati a Taranto per prendere il treno per Roma, sono stati costretti a risalire sull’autobus e ritornare alla tendopoli perché sprovvisti del denaro necessario all’acquisto del biglietto del treno.
Oggi la macchina organizzativa si sta dimostrando più efficace. Sono stati consegnati 200 permessi e i controlli si stanno facendo a terra, alla tendopoli. Prima di salire sull’autobus devi dimostrare di avere i 33 € per comprare il biglietto per Roma, se non ce li hai resti al campo, costando allo stato 35€ al giorno per tutti i giorni di successiva permanenza.
Mi sembra una la Maddalena dei poveri. Lì l’emergenza G8 ha fatto nascere vari hotel e un Centro congressi, giustificato dal fatto che si dovessero ospitare capi di Stato. Qui l’emergenza preferisce tenere i tunisini alla Tendopoli, spendendo 35 € al giorno per chissà quanti giorni invece di comprare un biglietto del treno di 33€ una tantum.
Noi oritani non capiamo. Chi ha interesse a bloccare le partenze dei tunisini dalla tendopoli? Chi ha interesse a continuare a spendere per ogni tunisino 35 € al giorno? E’ un nuovo business sui poveri e sui disperati?
Intanto, oramai il che fa i bisogni per strada a mezzogiorno fa parte del paesaggio e del folklore cittadino. Gli oritani si stanno abituando e fra questi anche i giornalisti che anziché raccontare il nostro disagio, anziché invitare le istituzioni a sorvegliare la strada Oria-Manduria, che ci ha già dato un morto e chissà quanti altri ce ne darà con l’inizio della bella stagione che trasforma la strada provinciale 57 in un’autostrada per il mare, raccontano di ordinanze prefettizie discutibili, in ossequio alle tesi di noti parlamentari vicini al Governo che cercano di buttare acqua sul fuoco delle inefficienze. E così che succede quando qualcuno crede per davvero che il problema non esista...

Angelo Lippolis]


I TUNISINI VIA ENTRO QUESTA SETTIMANA


ORIA. La tendopoli sarà smantellata entro questa settimana, prima della Pasqua. Gli ospiti del centro d’accoglienza e identificazione diminuiscono – il numero si attesta ora sui 1.290 - man mano che i funzionari dell’Ufficio immigrazione distribuiscono i permessi di soggiorno temporanei coniati dalla Zecca dello Stato. Quanti e quando è direttamente il ministero a stabilirlo. La scorsa notte sono partiti per alcuni centri di accoglienza secondaria del Centro Italia circa 120 nordafricani già in possesso dei documenti per non essere clandestini. Liberi di partire e di scegliere se rimanere qui o tentare la fortuna con destinazione la Francia – dove la frontiera è chiusa – o altri Paesi d’Europa. Il destino del Cai presso l’ex aeroporto militare di Manduria, nel frattempo, non è ancora ben chiaro: dopo lo sgombero cesserà di esistere o, piuttosto, sarà convertito in un'altra tipologia di struttura a carattere permanente? Quesito al quale, per il momento, nessuno è in grado di rispondere. Ciò che è certo è che nelle ultime ore c’è stata un’accelerazione piuttosto brusca per evacuare il campo profughi il prima possibile. Il paradosso è che, nonostante le pratiche burocratiche procedano in maniera spedita, qualcuno degli ospiti potrebbe dover abbandonare il centro prim’ancora di ottenere il permesso o comunque malvolentieri. È il caso, per esempio, di Amadi, prezioso mediatore culturale, cui è stato assicurato un permesso di soggiorno prolungato (durata cinque anni) per potersi ricongiungere a suo figlio, che vive a Genova. Per lui si può parlare di meriti acquisiti direttamente sul campo, e mai espressione potrebbe essere più calzante. C’è un problema, però. Il rilascio del permesso di soggiorno di Amadi richiede più tempo di quelli temporanei, ma Amadi, che per ora non ha una casa e un lavoro, finché aspetta dove mangerà e dormirà?
Più o meno in condizioni di questo tipo si trova buona parte dei “fortunati” che hanno già ottenuto i 250 permessi temporanei nella giornata di ieri. Dopo il disbrigo delle formalità nei container della questura, è stato chiesto loro se avessero un posto in cui stare e un lavoro. Quasi tutti, ovviamente, hanno risposto che no, non ce l’hanno ancora una casa e un lavoro. Così sono stati caricati a bordo di due pullman granturismo e, in qualche caso nel cuore della notte, sono partiti in direzione dei centri di accoglienza secondaria dislocati perlopiù nel Centro Italia, dove potranno rimanere “parcheggiati” ancora per un po’. C’è qualcuno che avrebbe preferito rimanere qui perché gli è stato promesso un lavoro in campagna, ma a giugno. È il caso di Abdi, che infatti aveva chiesto di restare almeno finché non avrà la certezza che, partendo per la Francia, nessuno lo respingerà alla frontiera. Per lui, come per tanti altri nella sua stessa condizione, però, non c’è stato verso: intanto partite, poi si vedrà, è stato il diktat. La conferma proviene dallo stesso Abdi, raggiunto sul cellulare mentre è in viaggio per Milano: “Ora andiamo per forza in questo nuovo centro, poi possiamo fare quello che vogliamo, così ci hanno detto. Io appena posso riparto e torno a Oria, dove mi è stato offerto un lavoro per l’estate, metto un po’ di soldi da parte e poi vado in Francia”. Per la serie: forse si stava meglio quando si stava peggio.

Eliseo Zanzarelli

18/04/11

I MIGRANTI "LEVANO LE TENDE". CHI VINCE E CHI PERDE


ORIA – È notizia di queste ore l’imminente smantellamento della tendopoli in contrada Paione, al confine tra Oria e Manduria. I migranti toglieranno il disturbo entro questa settimana e i permessi di soggiorno temporanei, finalmente, sono concessi con una certa rapidità. Già nella più di cento degli ospiti del centro d’accoglienza e identificazione sono partiti a bordo di alcuni pullman turistici destinati in posti forse più umani di una tendopoli, dei centri di accoglienza secondaria dislocati perlopiù nel Centro Italia. Che fine sia destinato a fare l’accampamento presso l’ex aeroporto militare non è ancora chiarissimo, ma di sicuro prima di Pasqua non ci saranno più nordafricani, quantomeno non quelli che ci sono stati finora. Ce ne sono ancora 1.290, ma presto il numero si abbasserà considerevolmente. Qualunque sia il futuro del campo, l’emergenza immigrati – così come si è presentata nel corso dell’ultimo mese – sembra destinata a cessare. Come sempre, quando un problema sta per essere risolto, pur con tutti i “distinguo” del caso, ci sono vincitori e vinti. Partiamo dai vincitori. Primo posto per i nordafricani che, dopo aver sfidato la morte in qualche caso perdendo la sfida, dispongono finalmente di uno straccio di documento che consentirà loro di circolare liberamente quantomeno in Italia e nei Paesi ad accettabile tasso di tolleranza. Poi c’è senz’altro il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano che, da solo, si è sobbarcato l’interesse di un intero territorio, sfidando l’immobilismo misto a ostruzionismo di diversi “onorevoli” colleghi autoctoni che nemmeno di fronte all’emergenza sono riusciti a scrollarsi di dosso i giochi di potere e “parrocchia”. Proprio questi ultimi si sono conquistati un meritato posto tra i “vinti”, impegnati come sono stati più che altro a generare o alimentare sterili polemiche e colture di “orticelli” elettorali. Perché altrimenti non firmare la lettera con cui ben 62 parlamentari chiedevano al governo di far sorgere campi profughi anche al Nord oltre che al Centro-Sud? Perché tentare di delegittimare un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza – ancorché caldeggiato da un presidente della Provincia di colore politico diverso - convocato da un sottosegretario all’Interno, mica da un “pinco pallino” qualsiasi? Perché tendere a sminuire la civile ma ferma protesta di un comitato di cittadini tacciandoli di essere politicamente strumentalizzati o, peggio, strumentalizzatori? Perché negare tutti i problemi patiti da una comunità sminuendone portata e valore dei sacrifici? Perché bollare come inutile e controproducente un servizio bus navetta di cui, quando era stato sospeso e ci p scappato il morto, si è compresa la necessità? Perché chiedere misure compensatorie oltre che per Oria e Manduria – centri davvero interessati dall’emergenza – anche per Francavilla, Sava, Maruggio e Torricella? Quesiti retorici per chi della retorica, che in termini spicci se fine a se stessa corrisponde né più né meno a un banale “bla bla bla”, fa mestiere, uso e spesso abuso.

Eliseo Zanzarelli

NUOVA ORDINANZA DEL COMMISSARIO: CHIUSURA DEI PUBBLICI ESERCIZI ALLE 20,30



ORIA - I pubblici esercizi dovranno chiudere i battenti alle 20,30 nei giorni di lunedì e martedì. Questo dispone un'ordinanza del commissario prefettizio che integra quella precedente con cui era fatto divieto di somministrare e consumare alcolici dalle 16 alle 21 di ogni giorno. L'ordinanza in questione, che richiama anche l'altra, è riportata qui in immagine. Per prenderne completa visione è sufficiente cliccare per ingrandire. La decisione del commissario, si apprende, sarebbe consequenziale a un incontro tenutosi nei giorni scorsi in Comune proprio con i pubblici esercenti, direttamente interessati dall'emergenza profughi e in particolare dai bivacchi nel centro storico di questi giorni che, in qualche occasione, sono sfociati in disordini.

17/04/11

"LA TENDOPOLI È ILLEGITTIMA", RICORSO AL CAPO DELLO STATO



ORIA - L'ultima frontiera della protesta contro il centro d'accoglienza e identificazione è una "class action" mediante ricorso straordinario al Capo dello Stato per chiedere l'annullamento dell'ordinanza "extra ordinem" (straordinaria) con cui il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha disposto che sorgesse presso l'ex aeroporto militare di Manduria. L'atto non avrebbe tenuto sufficientemente conto delle prerogative appannaggio delle autonomie locali. È questa la tesi del comitato spontaneo di cittadini, con a capo Angelo Lippolis (foto 1), che è assistito dall'avvocato amministrativista Giovanni Pesce (foto 2).
“Ci sarebbe piaciuto - dichiara Lippolis - se, al posto di noi semplici cittadini, fossero stati i Comuni di Oria e Manduria, le Province di Brindisi e Taranto e la Regione Puglia a farsi carico di quest’iniziativa, ma purtroppo così non è accaduto. La speranza è che comunque le istituzioni possano unirsi alla nostra battaglia legale nell’interesse degli amministrati”.
“La Consulta - sostiene l'avvocato Pesce - in più occasioni è stata chiara nell’indicare il criterio di congruità e proporzionalità come alla base di ogni ordinanza “extra ordinem”. È questo che il giudice deve valutare per stabilire se il provvedimento sia legittimo o se, piuttosto, non implichi un’alterazione dei principi del decentramento e dell’autonomia locali in considerazione delle dimensioni e dell’intensità dell’emergenza. La pressione dello Stato, infatti, nel caso di specie, potrebbe contrapporsi al tanto propagandato federalismo municipale, che da qualche tempo ispira la produzione legislativa in materia di enti locali”.
È cominciata già nelle scorse ore, intanto, la raccolta di firme tra i cittadini per poter promuovere l’azione legale collettiva, traduzione letterale di “class action”.
La convivenza tra comunità locali e migranti, con i permessi di soggiorno che non arrivano e nessuna certezza circa la data di smantellamento della tendopoli, si fa giorno dopo giorno più difficile.

(Eliseo Zanzarelli)

16/04/11

PROFUGHI, A POTENZA I PRIMI PERMESSI, QUI NULLA

ORIA - Riportiamo da La Gazzetta del Mezzogiorno online:

[Permesso in mano
130 immigrati
lasciano le tendopoli


POTENZA – Circa 130 permessi temporanei sono stati consegnati stamani ad altrettanti immigrati, dei poco più di 500, ospiti da due settimane nella tendopoli di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.

Subito dopo la consegna dei permessi, gli immigrati sono partiti a bordo di autobus alla volta di vicine stazioni ferroviarie, in concomitanza con la partenza di treni per le destinazioni da loro preferite. Molti di loro sono stati trasferiti a Melfi (Potenza).

Secondo quanto si è appreso, la consegna dei permessi, sempre a un ritmo di Ottenuti i permessi, gli immigrati lasciano Palazzo San Gervasio - foto Tony Vececirca cento al giorno, proseguirà nella prossima settimana.]

[foto Tony Vece]

MUORE TUNISINO INVESTITO LUNGO LA PROVINCIALE ORIA-MANDURIA


ORIA - La tragedia annunciata si è consumata questa sera attorno alle 21,30 lungo la provinciale che collega Oria e Manduria, a un chilometro dal centro d'accoglienza in direzione Manduria: una giovane donna di Oria - farne il nome o scriverne le iniziali non ha importanza, sarebbe potuto capitare a chiunque - ha investito con la sua utilitaria - una Fiat Punto - un tunisino, che è morto sul colpo. L'oritana è in forte stato di shock ed è stata condotta in ospedale per accertamenti.
L'automobilista, che procedeva in direzione Oria, non avrebbe fatto in tempo a evitare l'impatto con il pedone, che camminando dal lato destro della carreggiata faceva presumibilmente rientro in tendopoli dopo aver trascorso la giornata a Manduria.
Quello che si temeva da giorni - e che in tantissimi avevano denunciato - alla fine si è verificato proprio nella giornata in cui - per motivi ancora tutti da chiarire - è stato sospeso il servizio bus-navetta da e per il Cai pattuito durante il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza che si era celebrato presso il Comune di Oria all'inizio della settimana. Come spesso accade, è ben possibile che ora - dopo che ci è scappato il morto e che non una, ma ben due vite - quella della vittima e quella della conducente, - sono state spezzate - si deciderà finalmente di porre un serio rimedio al pericolo investimenti lungo l'arteria "a scorrimento veloce" Oria-Manduria.

Eliseo Zanzarelli

[in foto, il blocco stradale lungo la provinciale, in direzione Manduria. Domani foto migliori]

14/04/11

L'ORDINANZA ANTI-ALCOLICI, I COMBATTIMENTI TRA POLLI E LA CITTÀ CHE REGGE. PER QUANTO ANCORA?


ORIA – Il fatto che i nordafricani bevano non piace perché poi fanno “casino”, come già accaduto in più di qualche occasione. L’ultima soltanto ieri sera quando, in preda ai fumi dell’alcol, tre ospiti del centro si sono aggirati per l’abitato seminando il panico tra passanti e negozianti. Poi se la sono presa con i poliziotti, inveendovi con calci e pugni. Due degli agenti intervenuti sono rimasti feriti, per loro medicazioni in pronto soccorso e prognosi di dieci giorni a testa. Un 32enne tunisino è stato arrestato per danneggiamento e resistenza e pubblico ufficiale, mentre gli altri due sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
È da episodi come questo che nasce l’ordinanza, firmata commissario prefettizio Maria Rita Iaculli, con cui si impedisce somministrazione e consumo di alcolici dalle 16 alle 21.
Il provvedimento continua a far discutere non perché non condivisibile, ma perché facilmente aggirabile. La pausa-alcolici, che paradossalmente sta finendo per danneggiare principalmente i pubblici esercenti già pregiudicati dall’emergenza immigrazione, occupa appena il tempo di cinque ore, dalle 4 alle 9 pm, appunto.
Come giustamente osserva una cittadina – Maria Grazia Petese, che in mattinata è stata in un market dove un gruppo di tunisini comprava un bel bottiglione di rosso secco – prima e dopo quel breve lasso temporale alzare il gomito si può.
Quindi ci si chiede: qual è l’utilità reale di quell’ordinanza? La questione è tutta nel non consentire alla gente di ubriacarsi dalle 16 alle 21?
Il problema - nonostante incontri, prese di posizione e code polemiche assortite – rimane sempre lo stesso: l’abbandono a se stessi di una comunità intera e degli stessi migranti.
Le condizioni in cui si è costretti a vivere questa emergenza, che è tale anche e forse soprattutto per quelle persone che vivono in tendopoli, sono pietose. Pietose in città, pietose al campo e i proclami e i “combattimenti da pollaio” delle ultime ore sono fini a se stessi.
È esemplare, invece, l’impegno di chi – in forma privata o associata – fa di tutto per rendere il più sopportabile questa tegola che come e forse più che a Lampedusa – dove almeno Qualcuno si è degnato di mettere piede e dispensare perle di populismo - è cascato direttamente dal cielo, tra capo e collo. Roba da lasciarci le penne o, perlomeno, come sta accadendo, da rimanerci un attimo storditi. È grazie all’opera di quelle poche, disorganizzate e mal pagate forze dell’ordine, dei volontari della Cgil (presenti ogni giorno in via Manduria con un presidio umanitario) e del gruppo “Filia Mundi” (non ci sono più parole per lodarne le attività, dai centri raccolta al progetto con Medicos del Mundo), della gente comune che sopporta, aiuta e sta in apnea sperando di poter tirar fuori quanto prima la testa dall’acqua, se Oria ancora regge. Regge, nonostante tutto. Per quanto potrà farlo ancora? Per quanto tempo ancora una cittadina con poco più di 15mila anime potrà battersi fieramente contro tutto e tutti, soprattutto contro chi strepita e scalpita per la supremazia nell’aia? L’equilibrio è sempre più precario, giorno dopo giorno. Il ritardo nella consegna dei primi permessi di soggiorno temporanei – inizialmente prevista per ieri, massimo oggi - sta peggiorando le cose. Qualcuno smetta di far finta che è tutto in ordine e qualcosa cambi al più presto, prima che sia troppo tardi.

Eliseo Zanzarelli

PROFUGHI, L'UDC DI ORIA: "QUALCHE PROPOSTA CONCRETA PER SUPERARE L'EMERGENZA"


ORIA - Riceviamo e pubblichiamo:

[L’installazione della tendopoli CAI sulla strada provinciale Oria – Manduria ha provocato una grave situazione che la città di Oria subisce, anche più della stessa Manduria, a causa della maggiore vicinanza geografica della nostra città al campo.
Tale congiuntura ha fatto sì che la città di Oria, e la sua popolazione, si siano trovati improvvisamente ad affrontare e sopportare tutta una serie di danni le cui conseguenze ricadranno sul territorio a lungo termine, tanto più se si tiene conto che le promesse di rapido smantellamento del campo stesso lasciano in bocca il sapore della ipocrisia.
A fronte di una tale situazione, l’UDC di Oria intende dare il proprio contributo attraverso proposte concrete e non attraverso manifesti politici, di cui in questi giorni si è fatto ampio uso da parte di ogni schieramento e ad ogni livello, che non hanno alcuna utilità se non quella di dispensare parole tanto belle quanto inutili.
Fermo restando il dovere di solidarietà ed accoglienza nei confronti dei bisognosi, che è patrimonio genetico di coloro che si riconoscono nei valori di questo partito, al fine di tutelare sia i diritti umani di coloro che fuggono da situazioni precarie, sia i diritti dei cittadini oritani ai quali è stata, loro malgrado e senza alcun preavviso ed adeguata preparazione, imposta questa nuova condizione, la sezione UDC DI ORIA

CHIEDE CON FORZA AL GOVERNO NAZIONALE E REGIONALE

che gli stessi si attivino concretamente per dare fattiva risposta alla popolazione di Oria attraverso la realizzazione delle seguenti soluzioni e proposte:

1) dichiarare la città di Oria sottoposta allo stato di emergenza umanitaria e conseguentemente predisporre tutti gli interventi relativi, anche in ordine alle possibili agevolazioni fiscali da riconoscere a tutti i cittadini oritani, in conseguenza del grave nocumento che la città sta subendo anche sotto il punto di vista economico.
L’arrivo dei migranti, infatti, data anche la grande eco mediatica, sta fortemente minacciando la stagione turistica, una delle poche fonti di rilancio dell’economia già povera di questo territorio, con gravi conseguenze su tutto il tessuto economico della città.
A tal proposito si ritiene utile e necessario coinvolgere i cittadini e gli esercenti di tutte le categorie merceologiche, attraverso l’istituzione di una assemblea permanente, dando voce ai diretti interessati, al fine di ottenere informazioni sulla reale situazione, sui danni che ne derivano nonché accogliere lamentele ed eventuali proposte per farvi fronte.

2) poiché la nostra città è al momento priva di amministrazione ed il Commissario Prefettizio si trova a gestire una situazione che va certamente oltre i compiti di ordinaria amministrazione che gli sarebbero propri, si propone di affiancare al Commissario Prefettizio un gruppo di esperti provenienti dalla protezione civile, ministero della sanità, ecc. ecc. al fine di garantire il costante monitoraggio della situazione ed un presidio a cui i cittadini possano fare riferimento per ogni esigenza legata alla situazione anomala che stanno vivendo.

3) l’aumento notevole di persone sul territorio sta causando una forte richiesta sanitaria. Tutto ciò in un momento in cui la sanità pugliese si trova ad affrontare una situazione già precaria ed aggravata dalla progressiva diminuzione dei posti letto a causa della programmata chiusura di molti presidi ospedalieri o di reparti in essi esistenti.
Le strutture sanitarie del territorio rischiano il collasso anche a causa della già paventata possibilità di diffusione di malattie infettive per le quali l’unico presidio attrezzato risulta essere l’Ospedale Perrino di Brindisi, il cui reparto specialistico rischia di essere ampiamente insufficiente in caso di epidemie.
L’unica soluzione concreta e possibile per scongiurare anche questo rischio consiste nella installazione di un VERO Ospedale da Campo presso la Tendopoli, adeguatamente attrezzato per far fronte ad ogni esigenza sanitaria, non solo emergenziale, che nella stessa possa verificarsi.

4) si ha notizia che, opportunamente, si stiano effettuando i lavori per l’allacciamento del campo alla rete idrica e fognante per le necessità igieniche. A tal proposito, tenuto conto che nelle zone limitrofe esistono aree densamente abitate (ad esempio C.da Tripoli) ad oggi prive di questi servizi, si chiede che si colga questa occasione – con evidente vantaggio economico per gli enti interessati (Comune, Regione, AQP) - per avviare le opportune procedure al fine di consentire, su richiesta dei proprietari di dette abitazioni, l’allacciamento a tali impianti di fornitura di acqua potabile e di smaltimento delle acque sporche.

5) È evidente che la tendopoli, a differenza di quanto vanamente promesso, dovrà funzionare a lungo termine e continuerà ad essere utilizzata quale centro di smistamento dei migranti che continuano e continueranno ad approdare sulle coste siciliane.
Poiché l’area interessata, come certo ben noto al Ministero della Difesa nella cui disponibilità tale area ricade, è già dotata di strutture murarie, seppur ormai abbandonate e fatiscenti, si chiede e propone che, a cura e spese di detto Dicastero o di ogni altro Dicastero o Ente ritenuti competenti, tali strutture vengano ristrutturate ricavandone degli alloggi dignitosi ed adeguati all’accoglienza degli ospiti del campo, coinvolgendo le imprese locali operanti nel campo dell’edilizia, dell’impiantistica ecc. ecc.
Tale soluzione porterebbe benefici economici all’economia locale, a parziale risarcimento del grave danno che la stessa sta subendo oltre a garantire una accoglienza più adeguata, sicura e confortevole agli ospiti presenti e futuri della odierna raffazzonata tendopoli.
Tali interventi, che presuppongono il coordinamento degli organi Centrali dello Stato con la Regione Puglia e con gli Enti Locali, sono opportuni, necessari ed urgenti al fine di scongiurare ulteriori danni al territorio e placare l’allarme sociale che da questi ultimi deriva.


UDC - UNIONE DI CENTRO
SEZIONE DI ORIA]



PROFUGHI, FISTETTI, SINISTRA UNITA: "POLITICA INDIFFERENTE"


ORIA - Riceviamo e pubblichiamo:

[E’ mio dovere come cittadino della nostra comunità oritana, prima ancora che come candidato Sindaco della Sinistra Unita, e quindi nella veste pubblica, intervenire e levare forte la voce, a fronte di un rumoroso silenzio da parte delle autorità locali provinciali e nazionali in merito alla crescente problematica, questione immigrati.


E’ davvero sconcertante l’indifferenza generale politica locale, dinanzi ad un FENOMENO EPOCALE come quello in atto, che sta segnando la storia geopolitica di questo momento storico e che verrà ricordata per sempre nel corso degli anni.

E’ indiscutibile, che dinanzi ad un Ministro degli Interni, espressione oramai di una precisa area etnico-geografica dell’Italia (a cui risponde direttamente), comprovata dalla adozione silente di provvedimenti di localizzazione e collocazione del fenomeno migratorio “epocale”, mediante soluzioni ghettizzanti in senso geografico meridionale della gestione immigrati.

Ministro degli Interni che in merito a ciò non risponde dinanzi al Parlamento nazionale come suo dovere, bensì dinanzi alla segreteria della Lega Nord, vera socia di maggioranza del Governo.

dinanzi ad un Commissario Prefettizio di Oria, il quale non avendo presumibilmente a cuore le sorti future della nostra comunità di Oria, che tace, limitandosi ad un ruolo notarile di mero esecutore di ordini ed imput prefettizi, firmando anche ciò che non firma il Sindaco di Manduria;

dinanzi ad una amministrazione provinciale preoccupata “apparentemente” solo di un potenziale danno da decremento del business economico turistico (che toccherebbe ovviamente i pochi più danarosi);

dinanzi alla notizia ufficiale dell’arrivo presso la tendopoli del sito di Manduria di altri 3.000 profughi, che porterebbe ad un collasso definitivo della mala gestione della problematica, con sicure ricadute per l’ordine pubblico locale con l’approssimarsi della stagione estiva, sia sotto il profilo della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo della sanità pubblica (diffondersi di malattie e patologie legate alla promiscuità dentro una tendopoli-lager

dinanzi alla oramai certa definitiva creazione a tempo indeterminato di una tendopoli Centro per Immigrati, pur in assenza di ogni più elementare regola e normativa istitutiva, a fronte delle false dichiarazioni delle Autorità Nazionali e Locali (Presidente del Consiglio e Alto Commissario Immigrazione - Prefetto di Palermo);

dinanzi alla insipienza politica generalizzata, che non attiva le istituzioni ed i canali opportuni per avanzare richieste di benefici economici riparatori per il nostro territorio e che tende ad allargare ingiustificatamente l’area geografica interessata a Francavilla e Torricella paesi di Vitali e Franzoso

dinanzi a questa situazione umanitaria esplosiva dove i giovani e generosi volontari vengono esposti e lasciati da soli ad affrontare una vera e propria emergenza la Sinistra Unita per Oria

REGISTRA

la imbarazzante ed ingiustificata assenza fisica oltre che politica dei candidati Sindaci del Centro destra e del cosiddetto Centro sinistra, i quali ben lungi dall’essere presenti sul posto, far sentire la propria voce, la propria posizione, manifestando preoccupazione per il territorio di Oria, e per quei cittadini ai quali chiedono il voto, promettendo oasi di felicità, si segnalano invece per una radicale ASSENZA di idee ed iniziative limitandosi a inviare semplici lettere e letterine ai loro referenti nazionali responsabili di questa situazione.

Impegnati evidentemente in una campagna elettorale “falsa e mistificatoria”, slegata dal contesto ambientale, e dalle reali problematiche sociali che affliggono la comunità di Oria; una politica vecchia, come vecchi gli schieramenti e le persone che la connotano, caratterizzata da false e roboanti promesse e proclami, gestione di affari e di clientele.

Noi siamo l’opposto, siamo la politica reale, la buona politica che si contrappone alla cattiva politica, quella buona politica fatta in mezzo e con la gente, condividendo i problemi e affrontandoli giorno per giorno e certamente non ignorandoli

SINISTRA UNITA per ORIA

Avv. Pasquale Franco Fistetti]

PROFUGHI, PINO CARBONE SCRIVE A BERLUSCONI: "VENGA QUI E VEDA DI PERSONA"



ORIA - Scusandoci per il ritardo (problemi tecnici con la posta elettronica), riceviamo e pubblichiamo:

[Alla luce dei recenti avvenimenti e a seguito dell’emergenza che la città di Oria ha dovuto affrontare sul fronte dell’accoglienza agli immigrati il candidato a sindaco di Oria Pino Carbone, a nome suo personale e di tutta la coalizione di centrodestra, ha consegnato nelle mani del Ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri con la quale si chiede, accanto ad un intervento responsabile del Governo per la difficile situazione del campo profughi, la presenza dello stesso on. Berlusconi a Oria, in visita alle comunità del nostro territorio.
La presenza in Oria del capo del Governo italiano – afferma Carbone – avrebbe grande significato politico e sociale in un momento particolarmente delicato per la nostra città che attende un adeguato riconoscimento mediatico e materiale per quanto subìto di recente.
Il Ministro Fitto dal canto suo, nel corso della presentazione ufficiale del candidato a sindaco Pino Carbone, ha già preso pubblicamente l’impegno di sostenere le popolazioni oritane e di agevolare con tutti i mezzi il riscatto dell’immagine della nostra città.

L’Ufficio stampa

Pino Carbone sindaco

QUI DI SEGUITO IL TESTO DELLA LETTERA:

Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
On.le Silvio BERLUSCONI

Al MINISTRO per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale
On. Raffaele FITTO

Fra i tanti avvenimenti che hanno contraddistinto la storia dell'uomo, alcuni dei più ricorrenti e drammatici vanno riferiti agli esodi forzati che hanno avuto per protagonisti milioni e milioni di individui, costretti a lasciare i loro rispettivi Paesi d'origine per motivi politici, etnici e religiosi.
L’Italia negli ultimi tempi è stata meta di questi esodi, dinanzi ai quali sicuramente da un lato assume rilievo il dovere umanitario di accoglienza, mentre dall’altro emerge una situazione di svantaggio dei territori interessati all’accoglienza.
Mediaticamente si riconosce solo la situazione di Lampedusa, per la quale si sono presi provvedimenti al fine di garantire non solo la tranquillità territoriale ma anche l’economia del Paese. Il problema è stato spostato in Puglia e anche qui ha creato notevoli disagi.
Ogni giorno si legge o sente parlare del campo profughi di Manduria, ma mai nessun accenno è fatto ad Oria, il cui territorio è letteralmente invaso da immigrati tunisini, che stanno creando una serie di disagi in termini sia di sicurezza che di igiene sul territorio.
Con la presente il Candidato Sindaco della coalizione di Centro Destra, Pino Carbone, insieme a tutta la coalizione di centro Destra

CHIEDE

Al Presidente Berlusconi ed al Ministro Fitto un intervento chiaro e mirato a dare alla nostra Città un equo riconoscimento mediatico e materiale per il disagio che ogni giorno subisce, perché tutti i profughi di cui tanto si parla e discute sono sul territorio oritano, non a Manduria, a Francavilla Fontana o altrove, ma ad Oria.
Riteniamo che il territorio di Oria abbia bisogno di un intervento diretto e della presenza del Presidente Berlusconi in persona, cui è rivolto appello ed invito a recarsi nella nostra Città in tempi brevi.
Pino Carbone (Candidato Sindaco della coalizione di Centro Destra)
]

13/04/11

PROFUGHI, POMARICO: "VITALI SOTTRAE RISORSE AD ORIA"


ORIA - Riceviamo e pubblichiamo:

[È sorprendente apprendere dalle agenzie che due parlamentari locali come Vitali e Franzoso si siano affannati a rivolgersi immediatamente al Ministro dell’Interno Maroni per sottrarre risorse a due città profondamente colpite dalla presenza del Centro di accoglienza, a partire proprio da Oria, per distribuire anche in Comuni come Avetrana, Maruggio e Torricella che non hanno patito alcun disaggio per la presenza di migliaia di immigrati. Mi auguro che il titolare del Dicastero voglia confrontarsi con il suo sottosegretario Mantovano prima di assumere decisioni, tanto più perché quest’ultimo ha presieduto un vertice ad Oria durante il quale ha potuto toccare con mano i disagi di questa popolazione. Vitali e Franzoso hanno scelto di tutelare piccoli interessi elettoralistici penalizzando una comunità laboriosa come quella di Oria. Un atteggiamento discutibile che i cittadini di Oria non meritavano.

Oria, lì 13.04.2011

L’Assessore Provinciale Cosimo Pomarico]

11/04/11

PROFUGHI, COMITATO ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA: LA TENDOPOLI RIMANE, AUMENTANO I CONTROLLI



ORIA - La tendopoli rimane, ma saranno incrementate le misure di sicurezza. Questo, in estrema sintesi, quanto dichiarato oggi in Comune dal sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. Le misure di compensazione promesse dal ministro Raffaele Fitto durante la presentazione del candidato sindaco di centrodestra - si è appreso - non sarebbero altro che dei fondi governativi in materia di sicurezza, per installare - tanto per fare un esempio - dei sistemi di videosorveglianza nei centri abitati. Questi fondi saranno divisi tra Oria e Manduria, in percentuali che non è ancora dato conoscere, e serviranno a continuare a fronteggiare l'emergenza. Perché il centro d'accoglienza, ancorché provvisorio, non sarà smantellato - come chiesto dal presidente della Provincia Massimo Ferrarese, presente all'incontro - entro il 30 aprile, ma rimarrà attivo e funzionante a fini precauzionali. Per dirla con Mantovano: "Ora non posso dire così su due piedi quando il campo profughi sarà chiuso, e se sbarcassero all'improvviso 50mila migranti?". Ciò che però Mantovano ha garantito è che i nuovi arrivi - fermo restando l'accordo per i rimpatri firmato con la Tunisia - saranno ripartiti tra tutti i centri sorti nei giorni scorsi e che comunque quello lungo la proviniciale Oria - Manduria non ne ospiterà mai più del massimo promesso (1.500 persone). Dal vertice di questa mattina, cui erano presenti pure il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido e il sindaco di Manduria Paolo Tommasino, è emerso che sì, partirà a breve il servizio navetta pubblico dalla tendopoli ad Oria e Manduria e ritorno (già nel primo pomeriggio un pullman ha fatto il carico di migranti) per evitare pericoli agli ospiti del Cai e agli stessi automolisti. Per quanto concerne la salvaguardia della stagione turistica, si prevedono incentivi per gli operatori del settore e uno spot nazionale (idea lanciata dall'emittente televisiva TeleRama) per valorizzare i territori delle due città gravate dal problema immigrati. L'impiego di forze dell'ordine, invece, è destinato a restare invariato: già ci sono in servizio 440 unità in più del "normale" e per il sottosegretario sono più che sufficienti a garantire adeguati standard di sicurezza.

Eliseo Zanzarelli

A MESAGNE UNA TENDA PER IL "FIGLIOL PROFUGO" MANTOVANO. IL VIDEO


MESAGNE - Poco prima che ad Oria, di fronte al multisala Salerno, fosse contestato il ministro Raffaele Fitto dal comitato di protesta contro l'emergenza profughi oritano, a Mesagne era stato contestato il sotosegretario Alfredo Mantovano (che oggi era ad Oria al comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza). Il "Figlio di Iene" Alessandro Carluccio, che da tempo s'ispira al noto programma di "Italia1". Carluccio ha fatto irruzione nell'auditorium del castello svevo e, interrompendo la presentazione del movimento politico "Nuova Italia popolare", ha aperto una tenda da campeggio proprio davanti a uno stupito e imabarazzato Mantovano. Per quest'ultimo, anche i cartelli: "Bentornato figliol profugo" e "Tuni-sini, Nui puru".

Qui di seguito il video della simpatica irruzione di Carluccio:






10/04/11

PROFUGHI, POLITICA E STRUMENTALIZZAZIONE. DA PARTE DI CHI?


ORIA - Pubblichiamo, pur non avendolo ricevuto, il comunicato stampa qui di seguito perché ci pare ricco di spunti di riflessione. Prima di lasciarvi alla lettura, ci preme ricordare almeno tre cose:

1) L'onorevole Alfredo Mantovano nei giorni scorsi si era dimesso protestando contro il suo stesso governo per l'emergenza profughi in Puglia, e di conseguenza per qualche tempo quel posto è rimasto vacante;

2) Gli altri parlamentari locali espressione della maggioranza di governo sono rimasti in silenzio, evitanto accuratamente di lagnarsi contro i vertici del Pdl e della Lega e non firmando quella lettera con cui ben 62 colleghi nei giorni scorsi avevano chiesto che i migranti fossero ospitati anche nelle regioni del Nord e non solo in quelle del Sud;

3) Gli esponenti di centrodestra presenti ieri alla presentazione ufficiale del candidato sindaco di centrodestra ad Oria hanno bollato la contestazione ai danni del ministro Raffaele Fitto, organizzata da un comitato spontaneo di cittadini, come una manovra politicamente strumentale; dopo la manifestazione al cine-teatro Salerno, l'attenzione della stampa, quindi i riflettori, si è concentrata più sulla protesta contro Fitto - ignorati dai contestatori e da tivù e giornali gli altri politici presenti - che sulla manifestazione stessa.

(Eliseo Zanzarelli)

Ciò rammentato, tra le parentesi quadre, il contenuto integrale del comunicato di un parlamentare locale in quota Pdl:

["Apprendo con stupore dalle agenzie di stampa che il sottosegretario all'Interno on. Alfredo Mantovano, "facendo seguito all'invito rivoltogli dal presidente della provincia di Brindisi", ha convocato ad Oria un vertice interprovinciale Brindisi/Taranto per discutere dell'emergenza immigrati, al quale, oltre ai rispettivi prefetti ed ai presidenti delle Province, parteciperebbero il sindaco di Manduria e il commissario prefettizio di Oria".
Lo ha detto l'on. Luigi Vitali, parlamentare brindisino del Pdl, commentando la notizia dell'incontro.
"Rimango stupito di questa iniziativa - ha proseguito il parlamentare del Pdl -, che, pur rientrando nelle prerogative del sottosegretario, è organizzata su istanza di quel presidente della Provincia di Brindisi che in questi giorni di emergenza non solo ha attaccato a testa bassa il governo, ma ha incitato all'odio razziale, ha fatto presagire pericoli per la sicurezza e l'ordine pubblico ed ha strumentalizzato per fini elettorali (ad Oria vi sono elezioni amministrative) questa tragedia umana.
Ero fermo - ha aggiunto l'on. VItali -, all'impegno del ministro Maroni di sottoscrivere a Manduria un patto per la sicurezza che avrebbe dovuto coinvolgere dieci comuni, oltre Manduria ed Oria, e non capisco se questa iniziativa è in qualche modo collegata all'impegno del ministro.
Mi spiace constatare - ha concluso il parlamentare -, che un uomo del governo e di grande esperienza come l'on. Mantovano sia caduto nella trappola ordita dal presidente della Provincia di Brindisi Ferrarese che fino a ieri ha ispirato ad Oria, in occasione dell'apertura della campagna elettorale del centrodestra, una risibile manifestazione di protesta diretta dal cognato" .

COMUNICATO STAMPA ON. LUIGI VITALI - PARLAMENTARE PDL]

IL COMITATO CONTESTA IL MINISTRO FITTO: “LA PUGLIA SVENDUTA AI PADANI”


ORIA – Riceviamo e pubblichiamo:

[Il Comitato di protesta per l’emergenza immigrati ad Oria questa sera ha contestato il ministro Raffaele Fitto presente per presentare la candidatura del candidato sindaco di centrodestra. Il Comitato spontaneo - composto principalmente da imprenditori, commercianti e pubblici esercenti – contesta il governo centrale per la gestione dell’emergenza e per ricadute negative della stessa in territorio oritano. Si vivono quotidianamente problemi di igiene e sicurezza pubbliche e questo non è più sopportabile. I cittadini rifiutano di veder svenduta la Puglia alla Lega Nord. È questo il motivo per cui il Comitato ha esposto lo striscione “Fitto, benvenuto a Tunisi” e i cartelli “Ministro padano”. Durante la presentazione, in sala, si è presentata la contestazione che avveniva all’esterno come qualcosa di politicamente strumentale. Il Comitato nega con forza questa tesi, di cui evidentemente gli esponenti del centrodestra locale – propaggini del governo centrale – si servono per negare l’evidenza e nascondere l’emergenza. Il Comitato assicura che la civile manifestazione di questa sera di fronte al cine-teatro Gassman non è stata mossa da alcuna “mano” politica e/o in qualche modo politicizzata. Il Comitato esprime indignazione per la situazione in cui versa Oria nei confronti di tutte le amministrazioni politiche, di qualsiasi colore esse siano, per non aver compiuto tutto quanto nei rispettivi poteri e competenze e per non aver evitato i disagi odierni. La critica investe il territorio comunale, provinciale, regionale e statale. Le istituzioni non sono obiettivamente vicine e solidali nei confronti di una comunità che pur nel suo piccolo ogni giorno sempre più si mostra grande e solidale - pur tra mille difficoltà - dinanzi a problematiche altrettanto imponenti, del tutto nuove e piovute dal cielo come quelle che quotidianamente si trova, suo malgrado, a dover fronteggiare in piena solitudine ed abbandono. Il Comitato, pertanto, smentisce ogni inquadramento politico e da questo momento in poi diffida da ogni tentativo di delegittimazione e strumentalizzazione al contrario delle attività poste in essere. La protesta proseguirà in forme e tempi che saranno di volta in volta stabiliti fintantoché l’emergenza non potrà dirsi per davvero superata.

Il Comitato di protesta per l’emergenza immigrati ad Oria]


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