- ORIA – L’Unione di centro è ufficialmente fuori dal centrosinistra “allargato”, quell’embrione di coalizione che già da qualche tempo sta tentando di costruire un’alternativa all’attuale amministrazione per le elezioni comunali del prossimo anno.
“A queste condizioni abbandoniamo il tavolo delle trattative e proseguiamo diritto per la nostra strada”, avrebbero detto i centristi nel corso di un recente incontro lasciando di sasso gli interlocutori: da “Sinistra e libertà” e “Prc” al “Pd”, al “Psi”, alla “Lista Ferrarese”.
Quali siano le condizioni contestate dagli udiccini - già nell’occhio del ciclone per un vocio insistente che vorrebbe candidato sindaco imposto dall’alto nientemeno che Cosimo Ferretti - non è del tutto chiaro, ma si può provare a immaginarle.
Molto probabile è che il partito di centro, preso in “gestione” da un gruppo di giovani proprio dopo la defenestrazione della premiata ditta “Ferretti & Co.”, non gradisca far parte di un’alleanza nella quale tutto sembra già deciso: dal candidato primo cittadino, alle liste, ai futuri posti in giunta.
In particolare, per quanto concerne lo sfidante di Ferretti (o del suo mentore Pino Carbone), il cerchio sembrerebbe essersi stretto attorno a due nominativi più o meno condivisi.
In pole position ci sarebbe quello dell’assessore provinciale in quota Lista Ferrarese Mimino Pomarico, subito dietro quello del consigliere comunale del gruppo indipendente per Oria (vicino alla Lista Ferrarese) Egidio Conte. Qualche altra ipotesi qua e là, ma alla fine sembrano questi due i cavalli su cui il centrosinistra deciderà di puntare.
Al momento scommetterebbe su un proprio candidato sindaco - magari supportato da una lista civica - l’Udc, che è già al lavoro per individuare al più presto un nominativo in grado di assicurare immagine e consenso. Non si esclude possa essere una donna, che però non sarà, per sua stessa categorica smentita, l’avvocato Rita Labbro Francia.
Per il coordinatore udiccino Dario De Simone e il suo direttivo, comunque, c’è sempre da
bruciare i tempi e sbugiardare quelle voci che vorrebbero la riproposizione (come quattro anni fa) della candidatura Ferretti, che alcuni beninformati danno come gradita per questioni numeriche e pratiche (la presidenza dell’Ato Br/2) al coordinatore provinciale (nonché consigliere regionale) del partito Euprepio Curto, a quello regionale Angelo Sanza e al presidente della provincia Massimo Ferrarese. Nel caso davvero i vertici Udc dovessero portare a compimento questa manovra, che avrebbe del clamoroso, o non dovessero condividere le indicazioni locali, l’attuale gruppo dirigente cittadino si è già detto pronto a rassegnare in blocco le dimissioni perseguendo i propositi di rinnovamento sotto un altro tetto, probabilmente appunto una lista civica.
Dopo l’abbandono della nave centro-sinistrorsa da parte dei centristi, a meno di inaspettati ripensamenti, sono già tre i candidati sindaco: quello espressione dell’attuale amministrazione, quello del centrosinistra e quello dell’Udc. Vi sembrano pochi? Tranquilli, alle elezioni manca ancora un anno, qualcun altro ne spunterà di sicuro. Alla prossima puntata. (El.Zanz.)
[nella seconda immagine, Liv Tyler in "Io ballo da sola" di Bernardo Bertolucci]Quali siano le condizioni contestate dagli udiccini - già nell’occhio del ciclone per un vocio insistente che vorrebbe candidato sindaco imposto dall’alto nientemeno che Cosimo Ferretti - non è del tutto chiaro, ma si può provare a immaginarle.
Molto probabile è che il partito di centro, preso in “gestione” da un gruppo di giovani proprio dopo la defenestrazione della premiata ditta “Ferretti & Co.”, non gradisca far parte di un’alleanza nella quale tutto sembra già deciso: dal candidato primo cittadino, alle liste, ai futuri posti in giunta.
In particolare, per quanto concerne lo sfidante di Ferretti (o del suo mentore Pino Carbone), il cerchio sembrerebbe essersi stretto attorno a due nominativi più o meno condivisi.
In pole position ci sarebbe quello dell’assessore provinciale in quota Lista Ferrarese Mimino Pomarico, subito dietro quello del consigliere comunale del gruppo indipendente per Oria (vicino alla Lista Ferrarese) Egidio Conte. Qualche altra ipotesi qua e là, ma alla fine sembrano questi due i cavalli su cui il centrosinistra deciderà di puntare.
Al momento scommetterebbe su un proprio candidato sindaco - magari supportato da una lista civica - l’Udc, che è già al lavoro per individuare al più presto un nominativo in grado di assicurare immagine e consenso. Non si esclude possa essere una donna, che però non sarà, per sua stessa categorica smentita, l’avvocato Rita Labbro Francia.
Per il coordinatore udiccino Dario De Simone e il suo direttivo, comunque, c’è sempre da
Dopo l’abbandono della nave centro-sinistrorsa da parte dei centristi, a meno di inaspettati ripensamenti, sono già tre i candidati sindaco: quello espressione dell’attuale amministrazione, quello del centrosinistra e quello dell’Udc. Vi sembrano pochi? Tranquilli, alle elezioni manca ancora un anno, qualcun altro ne spunterà di sicuro. Alla prossima puntata. (El.Zanz.)
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4 commenti:
..ci risiamo..niente di nuovo all'ombra del castello..ahimè fui facile profeta nell'indicare una Vittoria di pirro l'esito del ballottagio delle Provinciali(sic!).
Finchè si partirà a costruire la casa dal tetto..."li rizzi saranno sempri vacanti"..Quando si incomincerà a discutere di progetti,proposte e programmi..allora,solo allora ,si sarà credibili..invece mi par di capire che si dicute di poltrone..molto aleatorie fra l'altro!!!Ecco spiegato il motivo del riflusso di tanta gente..del non volersi impegnare su un palcoscenico, a dir poco,degradante e mortificante!!!!
Adelante companeros... Hasta la vista...by cartoon
Il PRC lasciamolo fuori che non è stato neppure invitato al pari dei comunisti italiani e di altre liste di sinistra, se devo dire la verità personalmente mi sento più in “connessione sentimentale” con le posizioni e i programmi espressi dai giovani UDC ma... sono necessarie alcune precisazioni e considerazioni dal momento che, allo stato, non esiste una Sinistra Unita a Oria (è solo un progetto dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, e una Lista Locale) e questo per esclusiva responsabilità di SEL che a Oria ha paura di confrontarsi con le primarie e con il suo elettorato, di fatto subalterna al PD ed ai giochi già fatti per una politica speculare all’attuale centrodestra oritano, dimenticando che come sostiene il comitato per Vendola premier << la sinistra vince se la politica diventa una vocazione diffusa nei territori, una riappropriazione dal basso >>
Quindi la Sinistra Unita che pure ha i suoi candidati, ben diversi da quelle elencati, ma che ha proposto le primarie per la scelta del candidato Sindaco, non ha preferenze per nessuno che non sia disponibile a sottoporre la sua candidatura a questo test politico elettorale che comunque faremo nel settembre 2010 anche da soli se sarà necessario.
Speriamo solo che alla fine possano prevalere le ragioni del cuore e della mente e che la scelta del candidato sindaco del centro e della sinistra a Oria diventi una scelta unitaria e di popolo e non una imposizione dall’alto di giochi già fatti da minuscoli lillipuziani che, se pur anagraficamente giovani, sono rimasti privi di sogni, di progetti, di idee e di quella passione politica indispensabile per rappresentare una vera e credibile alternativa all’attuale quadro politico.
Leonzio Patisso
Le elezioni amministrative comunali della primavera 2011, rappresentano per la città di Oria un appuntamento storico decisivo per le sorti di una comunità oramai sull’orlo del baratro su cui è stata condotta dalla politica inetta e sciagurata posta in essere dalle amministrazioni del centrodestra.
Occorre elaborare un progetto politico nuovo che ponga al centro delle sue dinamiche i cittadini oritani, i loro bisogni, le loro speranze in una città migliore, nonchè l’esigenza di avere una classe politica all’altezza del compito difficile che è chiamata ad adempiere.
Il centro-sinistra, in tutte le sue componenti, deve assumersi la grande responsabilità di dare una risposta concreta alle esigenze di rinnovamento che vengono dalla società, di proporre e realizzare un nuovo modello di governo del territorio, avviare una necessaria moralizzazione della politica locale, costruire insomma una seria alternativa di governo capace di rappresentare quella svolta politica attesa da un decennio.
La costruzione di una coalizione intorno ad un progetto riformatore è la prima ineludibile esigenza, la seconda è quella della scelta degli uomini che questo progetto devono realizzare e fra questi ovviamente la figura più importante che è rappresentata dal candidato sindaco.
E’ compito della dirigenza delle forze politiche del centro - sinistra dare una risposta anche su questo, indicare all’unisono la persona maggiormente adatta a rappresentare la sintesi delle diverse identità presenti all’interno della coalizione, una personalità di sicuro prestigio e di forte radicamento sul territorio che rappresenti garanzia di buon governo.
Diversi sono i metodi di selezione, dall’indicazione comune dei partiti e dei movimenti alle primarie di coalizione, eventualità quest’ultima che può verificarsi solo qualora la ricchezza del panorama politico e delle risorse umane che si avranno a disposizione, rendano oggettivamente difficile la scelta.
Le primarie, pertanto, rappresentano solo uno dei metodi possibili di scelta del candidato, ma non ne sono certo lo strumento principe, si ricorre a tale mezzo solo nell’acclarata e oggettiva impossibilità di trovare una soluzione politica ampiamente condivisa, ma le stesse inoltre, vanno decisamente disattese quando vengono invocate a soli fini speculativi, trasformandole così da strumento di scelta democratica e di iniziativa politica, in un momento di divisione e disgregazione, o ancora peggio di effimera e momentanea notorietà di soggetti che mai potrebbero rappresentare un progetto tanto ambizioso quanto utile per la città quale è quello che i partiti del centrosinistra vogliono offrire.
Ovvio in questo progetto, che Sel ritiene assolutamente necessario rafforzare l'alleanza politica con il centrosinistra ad iniziare dal Partito Democratico, cercando di creare le condizioni per una proposta unitaria e di svolta.
Non ci interessano le posizioni massimaliste e politicamente marginali di coloro che vedono nell'isolamento e nell'autoreferenzialità l'unico loro orizzonte politico.
Coordinatore SEL - Oria
Avv. Cosimo Assanti
Vorrei aggiungere alcune riflessioni a quantodicono nei post precedenti Leonzio e Mimmo .
Riengo che attorno alla questione primarie si / primarie no occorra che tutte le segreterie dei partiti che vogliono riconoscersi attornno ad un candidato di centro sinistra si riuniscano e discutano sul metodo e sul merito delle primarie.
Personalmente ritengo che siano un metodo straordinario per allargare la base del consenso e per far conoscere programmi , progetti e per conoscere anche i reali bisogni dei cittadini .
I fatti lo dimostrano così come lo dimostra la straordinaria partecipazione alle primarie che hanno portato alla rielezione di Vendola.
Dissento in questo da quanto scrive Mimmo Assante e non riesco a capire perchè proprio dal movimento a cui appartiene Vendola venga questa chiusura alle primarie . Se avessimo dovuto applicare la logica di Assante alle regionali avremmo dovuto candidare Boccia non Vendola .
Personalmente vado oltre : sostengo che le primarie vadano fatte " a prescindere " proprio per dare un forte segnale di visibilità alla cittadinanza e iniziare a lavorare per capire pprospettive per il cambiamento e eoggere i bisogni .
Questa chiaramente è una mia lettura della realtà ; lettura che è personale e pertanto discutibile Tocca poi alle sedi istituzionali decidere ed assumewrsi tutte le responsabilità delle decisioni . A noi cittadini tocca esprimere pareri , opinioni , rappresentare bisogni e sogni che toccherà ,poi , ai poltici tradurre in realtà.
Credo che occorra ,oggi , trovare una unità attorno ai programmi ed alle cose da fare . Sinceramente mi appassiona poco la caccia al candidato o la lotta personale al Sindaco . Io credo nel lavoro di squadra e nel coinvolgimento delle persone ( specie dei giovani ).
Questo è il vero problema : quanto siamo in grado di aprirci al confronto con la società e con i giovani?
Un'altra riflessione : ma perchè ad oria ci sono tanti " ANONIMI " che non hanno il coraggio delle loro opinioni magari giustissime? Di cosa hanno paura?
Una sola nota vorrei farla sullo " splendido isolazionismo " dell'UDC . Non è più tempo di " conventio ad escludendum" o di pregiudiziali anticomuniste . Per uscire dalla crisi in cui iperliberalismo illiberale di Berlusconi ci ha cacciato occorre unità ed occorre mettere in campo tutte le risorse democratiche di cui si dispone .
Ne siamo capaci? Saremo capaci di andare oltre i pewrsonalismi ed i protagonismi?
proviamoci
Titti Filotico
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