31/08/10

A OTTOBRE PIOVONO...SINDACI


ORIA - L'estate sta finendo, cantavano un bel po' di anni fa (era il 1985) i Righeira. L'estate sa finendo, per molti è già finita da un pezzo o non è neppure iniziata, e gli ingranaggi della politica locale si rimettono in moto. Settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile saranno mesi pienissimi per politici e politicanti locali, dal momento che il prossimo anno si vota. A poco più di sei mesi dall'appuntamento con le urne, tutti pensano al cambiamento. Tutti, nessuno escluso. Finanche il centrodestra ci fa un pensierino, perché non tutte le sue "anime" gradirebbero un Mimino Ferretti-bis, sebbene l'attuale primo cittadino rimanga in pole position per la ricandidatura. Il centro, il centrosinistra e la sinistra continuano il balletto che li vede protagonisti già da qualche mese, tra alti e bassi, più bassi che alti. In realtà, da quella parte un candidato sindaco al 99,9 per cento già ci sarebbe e risponderebbe al nome di Mimino Pomarico, sebbene anche qui più di qualcuno non sia d'accordo e preferirebbe lanciare gente nuova o di ritorno da un passato fin troppe volte rimpianto nell'arco dell'ultimo decennio. Così all'orizzonte spunta il nome del già dieci anni sindaco Sergio Ardito, ampiamente rivalutato in casa Pd. Per il resto, circolano voci più o meno fantasiose su potenziali outsider contesi ora da questo, ora da quel partito. E' il caso di Roberto Carucci, già consigliere comunale in quota ProgettOria ai tempi del sindaco Mimino Moretto (Oria, il paese dei Mimini), il cui ritorno nell'agone politico peraltro qualcuno annuncia non solo come possibile, ma addirittura come imminente. In ballo ci sarebbe poi Egidio Conte, come già nel 2006, che non avrebbe gradito l'autocandidatura del compagno di partito Mimino Pomarico (entrambi sono di area Noi Centro con Ferrarese). L'impressione, comunque, è che di questo passo, se già oggi i candidati certi o quasi certi sono due (Ferretti e Pomarico), fino alla primavera prossima gli aspiranti primo cittadino possano diventare almeno cinque o sei o sette, più o meno uno per partito. In questo caso l'obiettivo diventerebbe conquistare il ballottaggio per poi stringere alleanze in extremis, a posti in consiglio già ottenuti, contrattando visibilità e quindi posti in giunta, deleghe sparse, incarichi, rimpasti, ecc. Insomma, se tutto dovesse andare come (non) sta andando, sarà ben possibile che con l'arrivo dell'autunno e poi con l'inverno e fino all'arrivo delle rondini pioveranno candidati. I programmi? Quelli sì, possono attendere. (Eliseo Zanzarelli)

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