ORIA - Guardate bene quest'uomo in foto. Certo, magari semplicemente a guardarlo non esprime granché. Quest'uomo è un politico, ma non uno dei soliti politici tromboni. Giovane, a 37 anni presidente del consiglio regionale dell'Emilia Romagna, ma soprattutto anti-casta e non solo a parole. È uno dei cosiddetti "Rottamatori" del Pd, assieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi (36 anni) e al consigliere regionale lombardo (sempre 36 anni) Pippo Civati. Qui non c'importa di che colore politico sia, comunque. C'importa come la pensa e, soprattutto, cosa fa. Meglio, cos'è riuscito a fare, cioè far approvare all'unanimità dall'intera assemblea che presiede la riforma dei vitalizi: dalla prossima legislatura i consiglieri regionali dell'Emilia Romagna non otterranno più la pensione appena dopo due mandati, ma soltanto quando avranno raggiunto l'età pensionabile, come tutti i comuni "mortali". Di più, Richetti si è pure premurato di spedire copia del provvedimento ai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, ché non si sa mai possano ispirarsene a proposito dei parlamentari. Questi ultimi, per chi non lo sapesse, maturano il diritto a un vitalizio niente male (qualcosa tipo 3mila euro mensili a salire con l'andar del tempo) già al primo mandato dopo due anni, sei mesi e un giorno. Privilegi da casta pura, a maggior ragione se si considerano le difficoltà temporali e burocratiche che i cittadini normali - sempreché ci riescano - si trovano a dover affrontare prima di poter ottenere la propria, spesso miserrima, pensioncina maturata dopo decenni di fatica e sacrifici. Perciò, Richetti non avrà cambiato il mondo e, sebbene la sua iniziativa non ci riguardi propriamente da vicino (in attesa che pure in Puglia si passi dalle parole ai fatti), è innegabile che gente così vada elogiata e - chi ha orecchi per intendere, intenda - presa a mo' di esempio, al di là dell'appartenenza politica.
Eliseo Zanzarelli






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