ORIA - “Vitali, figura di m....” titola in maniera piuttosto colorita in prima pagina l'edizione di Senzacolonne, diretto da Gianmarco Di Napoli, in edicola oggi. Il riferimento è al disegno di legge (ddl) in tema di prescrizione breve presentato ieri alla Camera dal deputato azzurro francavillese, già sottosegretario alla Giustizia, che dalla stampa nazionale e non solo in questa circostanza è stato etichettato sic et simpliciter come “peon”.
Aperta parentesi. Il termine, mutuato dalla lingua spagnola, indica i manovali, i braccianti e anche le pedine (i pedoni) degli scacchi. Da qualche tempo a questa parte è diventato di uso comune in politica, dove sono indicati quali “peones” quei parlamentari – manovali, braccianti o semplici pedine disposte lungo la scacchiera a disposizione dello scacchista di turno – dallo scarso peso decisionale il cui compito, specie a seguito del “porcellum” (la legge elettorale che consente ai vertici dei partiti di comporre listini bloccati regione per regione e dunque, di fatto, nominare onorevoli e senatori), consiste principalmente nell'alzare la mano per garantire i voti necessari allo schieramento d'appartenenza. O, comunque, nell'intraprendere iniziative – come appunto i ddl – conformi alla linea del partito. Chiusa parentesi.
Da “peon” provetto, quindi, Vitali cos'ha fatto? S'è messo al lavoro e in un sol colpo nel ddl in questione ha provato a compendiare tutta una serie di provvedimenti che l'entourage tecnico-legale del premier Silvio Berlusconi, onorevole avvocato Niccolò Ghedini in primis, nel corso del tempo e a piccoli passi durante la legislatura, aveva pensato e proposto in tema sì di prescrizione breve, ma non solo. Da più parti si sostiene a uso, consumo e beneficio dello stesso presidente del Consiglio. Tra le idee apparse più strampalate nel ddl, quella di concedere agevolazioni processuali a incensurati e over 65 (e Berlusconi rientra a pieno diritto, finché condanna definitiva non dovesse inchiodarlo, in tutte e due le categorie), ma ce ne sono diverse altre bollate addirittura come "sconcertanti e prive di ogni logica" (leggi Qui). Chissà, magari Vitali ambiva a ricoprire nuovamente l'incarico di sottosegretario di Stato alla Giustizia, come già nel 2005, dopo la cosiddetta ex Cirielli, ingraziandosi le simpatie del capo del governo, fatto sta che ogni suo buon proposito è stato respinto al mittente nientemeno che da Berlusconi prima e Ghedini poi: il Popolo della libertà non sosterrà in parlamento il disegno legislativo firmato Vitali, che quindi è destinato all'oblio. Perché anche ai “peones”, seppure ligi alla causa e fedeli allo scacchista, può capitare di andare oltre...E allora, magari non avrà studiato a Oxford, ma il titolista di Senzacolonne è riuscito a sintetizzare in quattro parole quattro la figura del super “peon” Luigi Vitali da Francavilla Fontana.
Aperta parentesi. Il termine, mutuato dalla lingua spagnola, indica i manovali, i braccianti e anche le pedine (i pedoni) degli scacchi. Da qualche tempo a questa parte è diventato di uso comune in politica, dove sono indicati quali “peones” quei parlamentari – manovali, braccianti o semplici pedine disposte lungo la scacchiera a disposizione dello scacchista di turno – dallo scarso peso decisionale il cui compito, specie a seguito del “porcellum” (la legge elettorale che consente ai vertici dei partiti di comporre listini bloccati regione per regione e dunque, di fatto, nominare onorevoli e senatori), consiste principalmente nell'alzare la mano per garantire i voti necessari allo schieramento d'appartenenza. O, comunque, nell'intraprendere iniziative – come appunto i ddl – conformi alla linea del partito. Chiusa parentesi.
Da “peon” provetto, quindi, Vitali cos'ha fatto? S'è messo al lavoro e in un sol colpo nel ddl in questione ha provato a compendiare tutta una serie di provvedimenti che l'entourage tecnico-legale del premier Silvio Berlusconi, onorevole avvocato Niccolò Ghedini in primis, nel corso del tempo e a piccoli passi durante la legislatura, aveva pensato e proposto in tema sì di prescrizione breve, ma non solo. Da più parti si sostiene a uso, consumo e beneficio dello stesso presidente del Consiglio. Tra le idee apparse più strampalate nel ddl, quella di concedere agevolazioni processuali a incensurati e over 65 (e Berlusconi rientra a pieno diritto, finché condanna definitiva non dovesse inchiodarlo, in tutte e due le categorie), ma ce ne sono diverse altre bollate addirittura come "sconcertanti e prive di ogni logica" (leggi Qui). Chissà, magari Vitali ambiva a ricoprire nuovamente l'incarico di sottosegretario di Stato alla Giustizia, come già nel 2005, dopo la cosiddetta ex Cirielli, ingraziandosi le simpatie del capo del governo, fatto sta che ogni suo buon proposito è stato respinto al mittente nientemeno che da Berlusconi prima e Ghedini poi: il Popolo della libertà non sosterrà in parlamento il disegno legislativo firmato Vitali, che quindi è destinato all'oblio. Perché anche ai “peones”, seppure ligi alla causa e fedeli allo scacchista, può capitare di andare oltre...E allora, magari non avrà studiato a Oxford, ma il titolista di Senzacolonne è riuscito a sintetizzare in quattro parole quattro la figura del super “peon” Luigi Vitali da Francavilla Fontana.
Eliseo Zanzarelli







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