ORIA - Replico nuovamente a Fistetti per mettere, come da lui fatto, i cosiddetti puntini sulle "i" per quanto attiene alla mia persona e alla mia personalità. Premetto e sono sincero nel farlo che, ironia e seriosità a buon mercato a parte, il fatto che uno studioso e intellettuale quale il professore è, ma nessuno lo mette in dubbio, replichi sulle colonne di una testata giornalistica online a un giovane cittadino (giornalista è altro da questo) è qualcosa di apprezzabile e apprezzato. Per dire, tanti altri non lo fanno e anzi preferiscono snobbare, magari perché privi di argomentazioni, idee, passioni e argomentazioni. Chissà.
E
gregio professore,
prendo atto nuovamente, e hanno la possibilità di farlo pure i nostri lettori, del cui numero e della cui attenzione non posso lamentarmi affatto, delle sue dichiarazioni. Registro con franco candore le sue professioni di coerenza perchè, come lei dice tra le righe, a nessuno è dato giudicare l'animo degli altri meglio dei diretti interessati. Questa mia, lungi dall'esporle una stucchevole per quanto breve biografia professionale, pubblicistica e personale, mira a chiarire solo qualche dettaglio e inesattezza. Intanto, se la mia ambizione fosse quantomeno pari a quella di qualcun altro che opera nel mio stesso ambito, pur avendone la possibilità (e alcuni dicono, i mezzi), sfrutterei ogni spiraglio possibile per conquistare fama (quella sì, a buon mercato) e simpatie. Chiaro è che, se qualora così fosse, sarebbe pienamente legittimo, ma così non è, glielo dico sommessamente, e chi mi conosce davvero può confermarglielo. Tornando a noi. Sia chiaro, quello che fa nella vita e gli ideali, condivisibili o meno, ma da me in buona parte condivisi, per cui si spende e si è sempre speso, sono fuori discussione. Ma permette che un personaggio pubblico, quale lei indubbiamente rappresenta, possa ogni tanto finire sotto la lente d'ingrandimento della critica? Rispondendole per "fatto personale", credo da non ignorante e soprattutto in bona fides, invero ho inteso esprimerle dubbi e perplessità di cittadino e suo potenziale elettore, prim'ancora che aspirante giornalista non ambizioso. Guardi, per come lo intendo io, il delicato e spesso infido ruolo di cosiddetto operatore dell'informazione, o per essere più moderni di "media", che si occupi di cronaca, attualità, sport o editorialismo, null'altro rappresenta se non, appunto, farsi portavoce di dubbi, curiosità, istanze, esigenze e opinioni della gente. Per questo rifuggo, pur con tutto il rispetto e l'umana comprensione, la figura del "giornalista" da talk show e, in generale, da avanspettacolo. Non mi si addice e confà, tutto qui. L'ambizione di emergere potrebbe portare a questo, ma non è questa la mia ambizione. La mia ambizione, ma credo quella di chiunque purché sospinto da sani principi, ideali e passioni, è quella di potermi spendere, nei limiti delle mie possibilità e capacità - e lei da studioso e filosofo di fama credo possa comprendermi meglio di altri -per migliorare il "vasto mondo" in cui mi trovo a vivere. E in ciò, la mia "via" non è l'ambizione per l'ambizione, pur dentro a un periodo in cui l'ego e il personalismo la fanno da padroni, ma il mettermi a disposizione facendomi per quanto possibile interprete e portavoce curioso e, all'occorrenza, pungente e polemico. Per questo, e solo per questo, le ho posto quelle semplici domande, tematiche macropolitiche a parte, a cui lei ha usato la cortesia di rispondere, e torno a ringraziarla per questo. Per questo, prendo atto, assieme a chi ci legge, della sua rivalutazione del politico Pomarico, nonostante le polemiche ferro ignique del passato. Ora, per il bene della coalizione di centrosinistra di cui lei e Pomarico siete e sarete punte di diamante, mi auguro che, al suo pari, anche il candidato sindaco abbia cambiato opinione e punti di vista nei suoi confronti. Per rinfrescare la memoria, non sua né di Pomarico ma dei lettori, come mia abitudine, allego un documento (dal titolo "Loro non ci fermeranno") in cui l'attuale candidato sindaco del centrosinistra rispondeva alle sue critiche solo qualche anno addietro, sebbene sembrino trascorsi già dei secoli da allora.
Saluti.
E
gregio professore,prendo atto nuovamente, e hanno la possibilità di farlo pure i nostri lettori, del cui numero e della cui attenzione non posso lamentarmi affatto, delle sue dichiarazioni. Registro con franco candore le sue professioni di coerenza perchè, come lei dice tra le righe, a nessuno è dato giudicare l'animo degli altri meglio dei diretti interessati. Questa mia, lungi dall'esporle una stucchevole per quanto breve biografia professionale, pubblicistica e personale, mira a chiarire solo qualche dettaglio e inesattezza. Intanto, se la mia ambizione fosse quantomeno pari a quella di qualcun altro che opera nel mio stesso ambito, pur avendone la possibilità (e alcuni dicono, i mezzi), sfrutterei ogni spiraglio possibile per conquistare fama (quella sì, a buon mercato) e simpatie. Chiaro è che, se qualora così fosse, sarebbe pienamente legittimo, ma così non è, glielo dico sommessamente, e chi mi conosce davvero può confermarglielo. Tornando a noi. Sia chiaro, quello che fa nella vita e gli ideali, condivisibili o meno, ma da me in buona parte condivisi, per cui si spende e si è sempre speso, sono fuori discussione. Ma permette che un personaggio pubblico, quale lei indubbiamente rappresenta, possa ogni tanto finire sotto la lente d'ingrandimento della critica? Rispondendole per "fatto personale", credo da non ignorante e soprattutto in bona fides, invero ho inteso esprimerle dubbi e perplessità di cittadino e suo potenziale elettore, prim'ancora che aspirante giornalista non ambizioso. Guardi, per come lo intendo io, il delicato e spesso infido ruolo di cosiddetto operatore dell'informazione, o per essere più moderni di "media", che si occupi di cronaca, attualità, sport o editorialismo, null'altro rappresenta se non, appunto, farsi portavoce di dubbi, curiosità, istanze, esigenze e opinioni della gente. Per questo rifuggo, pur con tutto il rispetto e l'umana comprensione, la figura del "giornalista" da talk show e, in generale, da avanspettacolo. Non mi si addice e confà, tutto qui. L'ambizione di emergere potrebbe portare a questo, ma non è questa la mia ambizione. La mia ambizione, ma credo quella di chiunque purché sospinto da sani principi, ideali e passioni, è quella di potermi spendere, nei limiti delle mie possibilità e capacità - e lei da studioso e filosofo di fama credo possa comprendermi meglio di altri -per migliorare il "vasto mondo" in cui mi trovo a vivere. E in ciò, la mia "via" non è l'ambizione per l'ambizione, pur dentro a un periodo in cui l'ego e il personalismo la fanno da padroni, ma il mettermi a disposizione facendomi per quanto possibile interprete e portavoce curioso e, all'occorrenza, pungente e polemico. Per questo, e solo per questo, le ho posto quelle semplici domande, tematiche macropolitiche a parte, a cui lei ha usato la cortesia di rispondere, e torno a ringraziarla per questo. Per questo, prendo atto, assieme a chi ci legge, della sua rivalutazione del politico Pomarico, nonostante le polemiche ferro ignique del passato. Ora, per il bene della coalizione di centrosinistra di cui lei e Pomarico siete e sarete punte di diamante, mi auguro che, al suo pari, anche il candidato sindaco abbia cambiato opinione e punti di vista nei suoi confronti. Per rinfrescare la memoria, non sua né di Pomarico ma dei lettori, come mia abitudine, allego un documento (dal titolo "Loro non ci fermeranno") in cui l'attuale candidato sindaco del centrosinistra rispondeva alle sue critiche solo qualche anno addietro, sebbene sembrino trascorsi già dei secoli da allora.
Saluti.
Eliseo Zanzarelli







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