ORIA – Non dire gatto se non l'hai nel “Sac”. No, non abbiamo dimenticato le ultime due lettere di “sacco”. L'acronimo “Sac” sta per “Sistemi ambientali e culturali”, oggetto di un partenariato tra Comuni, altri enti pubblici e associazioni con la finalità di valorizzare le risorse naturali e culturali per l'attrattività e lo sviluppo del territorio (recita così l'Avviso della Regione Puglia nell'ambito dei P.O. FESR 2007-2013). Partenariato cui, per motivi ignoti, la Diocesi di Oria, pur invitata, ha preferito non aderire. Di qui l'ironico richiamo al celebre detto “non dire gatto se non l'hai nel Sac”. Il ruolo della Diocesi, infatti, nell'ambito dell'ampio progetto, potrebbe essere ( o avrebbe potuto essere) molto importante: tanti e d'innegabile pregio architettonico, monumentale, storico e artistico sono i beni culturali nella disponibilità della Curia oritana.
Il partenariato, con la supervisione strategica dell'Università degli studi del Salento (referente professoressa Grazia Semeraro), consta della collaborazione tra i Comuni di Mesagne, Cellino San Marco, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Oria, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna e Villa Castelli, l’Amministrazione provinciale di Brindisi, la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura, Artigianato di Brindisi e più di 70 enti privati. Obiettivo comune, appunto, condividere e formulare una proposta di valorizzazione e gestione integrata di ben 170 beni culturali e ambientali attraverso la costituzione di un Sistema eco-museale diffuso. La specializzata SPS Servizi Innovativi di Latiano è stata individuata quale società di supporto per le attività relative alla predisposizione della Proposta alla Regione Puglia. Proposta intitolata “L’Appia dei Messapi: dalle Murge al Salento” ha da poco superato la prima fase valutativa e negoziale prevista dall'avviso pubblico, così accedendo di slancio alla seconda fase come risulta da una recente determinazione del direttore Area per la promozione del territorio, dei saperi e de talenti della Regione Puglia.
Cercando di spiegarne in soldoni il significato, il Sac si basa sul principio “l'unione fa la forza”: la gestione ambientale-culturale, quindi, è più efficace se condivisa da enti pubblici e privati presenti e attivi sul territorio in grado di formulare un'offerta integrata e, soprattutto, ben strutturata. Ciò perché un distretto (qual è appunto il partenariato di cui sopra), piuttosto che un singolo soggetto pubblico o privato, può meglio qualificare e razionalizzare l'offerta dei servizi, accrescere le economie distrettuali e dunque incrementare l'attrattivià del territorio puntando efficacemente alla destagionalizzazione turistica. Ragion per cui le cosiddette coalizioni partenariali possono essere formate da: Enti locali e loro associazioni, Enti Parco, Organismi di diritto pubblico con finalità di utilità sociale, culturale, ambientale e di promozione del turismo, da altri enti pubblici nonché da organismi rappresentativi di interessi diffusi, soggetti privati senza scopo di lucro (quali associazioni ed enti di promozione sociale, culturale, turistica o sportiva), enti ecclesiastici, fondazioni ed altri soggetti che intendano contribuire alla definizione del SAC e stimolare la creazione di sviluppo ed occupazione.
L'iter, intanto, procede, nonostante l'indifferenza della Diocesi di Oria, alla quale ilControvento ha chiesto delucidazioni senza, però, ottenere risposta alcuna. L'impressione è che per Oria, e non solo per Oria, ma appunto per tutti i territori e i beni culturali della Diocesi, questa possa costituire un'ennesima buona occasione sprecata.
Il partenariato, con la supervisione strategica dell'Università degli studi del Salento (referente professoressa Grazia Semeraro), consta della collaborazione tra i Comuni di Mesagne, Cellino San Marco, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Oria, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna e Villa Castelli, l’Amministrazione provinciale di Brindisi, la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura, Artigianato di Brindisi e più di 70 enti privati. Obiettivo comune, appunto, condividere e formulare una proposta di valorizzazione e gestione integrata di ben 170 beni culturali e ambientali attraverso la costituzione di un Sistema eco-museale diffuso. La specializzata SPS Servizi Innovativi di Latiano è stata individuata quale società di supporto per le attività relative alla predisposizione della Proposta alla Regione Puglia. Proposta intitolata “L’Appia dei Messapi: dalle Murge al Salento” ha da poco superato la prima fase valutativa e negoziale prevista dall'avviso pubblico, così accedendo di slancio alla seconda fase come risulta da una recente determinazione del direttore Area per la promozione del territorio, dei saperi e de talenti della Regione Puglia.
Cercando di spiegarne in soldoni il significato, il Sac si basa sul principio “l'unione fa la forza”: la gestione ambientale-culturale, quindi, è più efficace se condivisa da enti pubblici e privati presenti e attivi sul territorio in grado di formulare un'offerta integrata e, soprattutto, ben strutturata. Ciò perché un distretto (qual è appunto il partenariato di cui sopra), piuttosto che un singolo soggetto pubblico o privato, può meglio qualificare e razionalizzare l'offerta dei servizi, accrescere le economie distrettuali e dunque incrementare l'attrattivià del territorio puntando efficacemente alla destagionalizzazione turistica. Ragion per cui le cosiddette coalizioni partenariali possono essere formate da: Enti locali e loro associazioni, Enti Parco, Organismi di diritto pubblico con finalità di utilità sociale, culturale, ambientale e di promozione del turismo, da altri enti pubblici nonché da organismi rappresentativi di interessi diffusi, soggetti privati senza scopo di lucro (quali associazioni ed enti di promozione sociale, culturale, turistica o sportiva), enti ecclesiastici, fondazioni ed altri soggetti che intendano contribuire alla definizione del SAC e stimolare la creazione di sviluppo ed occupazione.
L'iter, intanto, procede, nonostante l'indifferenza della Diocesi di Oria, alla quale ilControvento ha chiesto delucidazioni senza, però, ottenere risposta alcuna. L'impressione è che per Oria, e non solo per Oria, ma appunto per tutti i territori e i beni culturali della Diocesi, questa possa costituire un'ennesima buona occasione sprecata.
Eliseo Zanzarelli






1 commenti:
...tutto questo mi fa pensare molto...e per fortuna che si dice che la chiesa è di tutti...mha...evidentemente non è proprio cosi..!
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