22/01/11

IDV: "PREOOCUPATI PER CHIUSURA OSPEDALE CEGLIE"



BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo da Italia dei valori provinciale:

[La chiusura di psichiatria a Ceglie, decisione imposta da un piano di rientro sanitario che sembra penalizzare pesantemente la sanità brindisina già in ginocchio, crea allarme e preoccupazione. Molto critica è, infatti, la posizione dell'Itala dei valori provinciale sulla scelta di chiudere il nosocomio cegliese, senza una proposta alternativa organica e migliorativa. Se si dovesse realizzare quanto lì previsto, vi sarebbero nefaste conseguenze nella vita di pazienti e famiglie e vi sarebbe una grave mortificazione della dedizione e professionalità degli operatori sanitari di un servizio tra i più complessi.
"Tale scelta implicherà peraltro il conseguente aumento di posti disponibili presso il reparto di psichiatria a S. Pietro V.co o di Brindisi, che passerebbe così dagli attuali 13 a presidio a 20 posti complessivi e rimarrebbe un’ unica unità operativa a servire l’intera area della provincia di Brindisi": lo dice il coordinatore provinciale Lorenzo Caiolo dando voce al pensiero unanime del direttivo provinciale dell’Italia dei Valori.

Il partito di Antonio Di Pietro di Brindisi, infatti, è convinto che la soluzione adottata nel Brindisino appaia totalmente illogica ed immotivata e prefigura una situazione che avrà conseguenze devastanti sugli utenti e sulle loro famiglie: si tratta di un’operazione sconsiderata che vanificherebbe prima di tutto l’importante e corposo lavoro portato avanti in questi anni dalla direzione del Dipartimento di Salute Mentale di Brindisi, fondamentale in questo delicatissimo settore dove la presa in carico del paziente all’interno del percorso "prevenzione – cura – riabilitazione" deve essere globale, comprendendovi quindi anche le famiglie, le strutture che lo accolgono e altri servizi territoriali.

Inoltre la decisione di comprendere tutti i venti posti in un’unica realtà sarebbe illegittima, perché in opposizione a quanto dettato dalla normativa di riferimento che attualmente ne prevede 15 (14+1), e si ripercuoterebbe in termini di minore qualità ed efficienza dei servizi forniti.

"Si comprende come questa scelta rappresenti una soluzione adottata nell’unico intento di contenere la spesa, ma senza alcuna tutela per l’utenza, già duramente provata e costretta ad enormi sacrifici" continua a dire Caiolo, che aggiunge: "Seppur consapevoli della necessità che psichiatria possa essere collocata in strutture ospedaliere (almeno due e in posizione decentrata), con servizi di supporto necessari (cardiologia e rianimazione), sosteniamo l’urgenza di un riesame dei criteri adottati nella scelta operata, che portino all’individuazione dei presidi ospedalieri idonei allo scopo e in facile collegamento con le strutture territoriali e le famiglie".

Si rileva, infine, come sia molto positivo il fatto che l’atteggiamento autocratico con il quale è stata condotta, sinora, tutta l’operazione che ha partorito un Piano di Rientro imperfetto venga superato dalla recente apertura della Regione alle istanze e proposte delle realtà locali, delle forze sindacali e dei partiti politici.
L’Idv ribadisce, nell’immediato futuro, il suo impegno per procedere alla rimodulazione del piano sanitario pugliese secondo i criteri delineati in suo recente documento.]

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