01/04/11

PROFUGHI, LA SINTESI DEL SESTO GIORNO


ORIA - Il sesto giorno di convivenza forzata con i nuovi ospiti nordafricani è stato forse il più duro per Oria, che è stata letteralmente invasa sin dalle prime ore del mattino. Il Cai lungo la provinciale Oria - Manduria si è rivelato un autentico colabrodo da cui poter scappare agevolmente. Pochissimi dei nuovi arrivati questa mattina (prima 1716 poi diventati 2300) ci sono rimasti. Sono davvero pochi, del resto, i migranti ancora all'interno del centro. Oggi, dopo i ripetuti arrivi, avrebbero dovuto essere oltre tremila: ce ne sono invece appena 800, se non meno. I dati non sono ufficiali, ma le stime sono attendibili. Di oggi è l'ultima frontiera della protesta: un servizio navetta dall'azienda di Angelo Lippolis al centro abitato, quando non direttamente alla stazione. "Ce li continuate a mandare qua? E allora noi li aiutiamo a scappare", è il principio seguito. La stazione, si diceva. Ancora adesso, sembra la piazza di Tunisi o di Addis Abeba, se si preferisce. La piazza di Oria, per dire, raramente è così affollata e al massimo di sabato. Causa lo sciopero ferroviario, i fuggiaschi si sono concentrati tutti lungo il viale e nel piazzale della stazione in attesa del primo treno disponibile: ore 21,40. Lì è stato allestito un posto di controllo della polizia e, soprattutto, un punto ristoro per i profughi. Iniziativa, questa, de La fabbrica di Nichi e Spazio libero, che distribuisco frutta, acqua, pane ai disperati fin dal pomeriggio. Oggi in tendopoli ci sono state le visite - obiettivamente fini a se stesse, quindi di circostanza - del presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, dell'assessore regionale Nicola Fratoianni e dell'onorevole Andrea Ronchi. Domani potrebbe essere la volta di Maroni, che intanto ha promesso: entro un mese via la tendopoli da Manduria. Promessa da marinaio come quelle che si sono sentite ultimamente?

(e.z.)

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