02/04/11

PROFUGHI, LA SINTESI DEL SETTIMO GIORNO


ORIA - Confusione. È questo il termine che meglio sintetizza il settimo giorno, che sta per concludersi, di convivenza con i migranti ospiti del centro d'accoglienza e identificazione. Oggi, giornata di controlli e di riaccompagnamenti coatti al campo: posto fisso di controllo sotto la stazione e mezzi della polizia e dei carabinieri in giro per la città, dopo le fughe in massa dei giorni scorsi. Si sono registrati i primi atti di autolesionismo: un tunisino ha tentato di darsi fuoco in tendopoli mentre un altro si è arrampicato su di una palma lungo la provinciale per Manduria minacciando poi di gettarsi giù. Eppure - nota positiva - cominciano ad aprirsi spiragli giuridico-burocratici per i nordafricani: presto potrebbe essere accordato loro un permesso di soggiorno "umanitario" così come peraltro previsto dalla famigerata legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Con questo tipo di permesso potrebbero circolare in tutti i Paesi dell'area Schengen tra cui la Francia. Per questo, forse, sempre più fuggiaschi si convincono a tornare spontaneamente al centro, da soli o a bordo dei mezzi delle forze dell'ordine. Ieri sera, intanto, disordini in stazione dove - causa lo sciopero ferroviario - si era concentrato un gran numero di disperati in fuga, che hanno addirittura "occupato" un treno. Polizia e carabinieri in assetto antisommossa sono dovuti ricorrere alla forza per farli salire sul pullman e riportarli indietro, in tendopoli. Vani gli sforzi dei mediatori culturali, che tentavano di convincere in nordafricani a non fuggire per non diventare clandestini. Tuttavia, le tende cominciano a ripopolarsi: oggi ci sono molte più persone rispetto a ieri: ben oltre mille, riferiscono i responsabili del Cai.

(e.z.)

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