ORIA - Riceviamo e pubblichiamo:
[Il video pubblicato sui blog locali, e realizzato dall’emittente privata “Telerama” per la trasmissione “L’indiano” è scandaloso! Ronde private, gente che grida “razza bastarda”, uomini che riaccompagnano al campo, strattonando, inermi giovani impauriti. Siamo schifati! Nella giornata di ieri il gruppo “filia mundi”, coordinamento di associazioni e privati cittadini, ha vissuto, invece, una giornata di entusiasmante slancio solidale. Il piazzale della stazione ha accolto, per qualche ora, la festa della solidarietà. Decine di giovani di Oria, volontari di varia estrazione politica e sociale, ha messo su un presidio temporaneo di accoglienza, informazione e distribuzione viveri. Oritani brava gente? Titola il blog l’Oritano. Si! Brava gente! Noi ci discostiamo da ogni forma di razzismo e xenofobia, da ronde private e gesti di inaudita violenza (come le bastonate inflitte a tre tunisini a Manduria). Ieri abbiamo raccolto giovani sulla statale Brindisi – Taranto che immaginavano di raggiungere il capoluogo a piedi, dopo averli rifocillati ed informati sui loro diritti, abbiamo consigliato loro di raggiungere il campo o la stazione. Voglio immaginare che tutta questa gente, questi giovani abbiano realizzato il loro sogno. Voglio immaginare che quel treno abbia accompagnato ognuno di loro nella stazione della libertà e, soprattutto, della fratellanza. Voglio immaginare che quei tre ragazzi, incontrati a mezzanotte in via Francavilla, siano riusciti a raggiungere Roma dove, genitori ed amici giunti dalla Francia, erano pronti ad accoglierli. Uno di loro, il più giovane, non vedeva la madre da otto anni, avevano un regolare biglietto per Roma, 121,70 euro, la polizia non ha permesso loro di salire sul treno, a piedi hanno raggiunto Latiano e, non vedendo passare nessun treno, sono ritornati a notte fonda ad Oria. Confusi e delusi girovagavano per Oria quando, fortunatamente, hanno incontrato noi e un grande uomo dal cuore grande il quale, incurante dell’orario e delle difficoltà, ha accompagnato il gruppo alla stazione di Ostuni. Oritani brava gente? Si brava gente! Stamani voglio immaginare che quel gruppo, quei ragazzi, siano giunti a Roma ed abbiano incontrato i parenti, voglio immaginare che quel ragazzo, dopo 8 anni, sia riuscito a riabbracciare la madre. A tutti i fratelli tunisini, a tutti quei giovani che hanno affrontato un viaggio lungo e difficoltoso interrotto da ronde e inziative discutibili, la nostra solidarietà ed un saluto con le parole del grande Vescovo Don Tonino Bello:
Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
Coraggio Fratello tunisino, corri lungo la strada della libertà e della democrazia! Auguri!
Ufficio Stampa Ass.ne S.I.N.G. – Oratorio “volante” Don Bosco onlus]
[Il video pubblicato sui blog locali, e realizzato dall’emittente privata “Telerama” per la trasmissione “L’indiano” è scandaloso! Ronde private, gente che grida “razza bastarda”, uomini che riaccompagnano al campo, strattonando, inermi giovani impauriti. Siamo schifati! Nella giornata di ieri il gruppo “filia mundi”, coordinamento di associazioni e privati cittadini, ha vissuto, invece, una giornata di entusiasmante slancio solidale. Il piazzale della stazione ha accolto, per qualche ora, la festa della solidarietà. Decine di giovani di Oria, volontari di varia estrazione politica e sociale, ha messo su un presidio temporaneo di accoglienza, informazione e distribuzione viveri. Oritani brava gente? Titola il blog l’Oritano. Si! Brava gente! Noi ci discostiamo da ogni forma di razzismo e xenofobia, da ronde private e gesti di inaudita violenza (come le bastonate inflitte a tre tunisini a Manduria). Ieri abbiamo raccolto giovani sulla statale Brindisi – Taranto che immaginavano di raggiungere il capoluogo a piedi, dopo averli rifocillati ed informati sui loro diritti, abbiamo consigliato loro di raggiungere il campo o la stazione. Voglio immaginare che tutta questa gente, questi giovani abbiano realizzato il loro sogno. Voglio immaginare che quel treno abbia accompagnato ognuno di loro nella stazione della libertà e, soprattutto, della fratellanza. Voglio immaginare che quei tre ragazzi, incontrati a mezzanotte in via Francavilla, siano riusciti a raggiungere Roma dove, genitori ed amici giunti dalla Francia, erano pronti ad accoglierli. Uno di loro, il più giovane, non vedeva la madre da otto anni, avevano un regolare biglietto per Roma, 121,70 euro, la polizia non ha permesso loro di salire sul treno, a piedi hanno raggiunto Latiano e, non vedendo passare nessun treno, sono ritornati a notte fonda ad Oria. Confusi e delusi girovagavano per Oria quando, fortunatamente, hanno incontrato noi e un grande uomo dal cuore grande il quale, incurante dell’orario e delle difficoltà, ha accompagnato il gruppo alla stazione di Ostuni. Oritani brava gente? Si brava gente! Stamani voglio immaginare che quel gruppo, quei ragazzi, siano giunti a Roma ed abbiano incontrato i parenti, voglio immaginare che quel ragazzo, dopo 8 anni, sia riuscito a riabbracciare la madre. A tutti i fratelli tunisini, a tutti quei giovani che hanno affrontato un viaggio lungo e difficoltoso interrotto da ronde e inziative discutibili, la nostra solidarietà ed un saluto con le parole del grande Vescovo Don Tonino Bello:
Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
Coraggio Fratello tunisino, corri lungo la strada della libertà e della democrazia! Auguri!
Ufficio Stampa Ass.ne S.I.N.G. – Oratorio “volante” Don Bosco onlus]







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