Così capita che sia il candidato sindaco quasi al 100 per cento Mimino Pomarico (Noi centro con Ferrarese) sia l'aspirante candidato sindaco Egidio Conte (sempre Noi centro, forse) abbiano alle spalle ognuno il proprio codazzo. Per Pomarico il real seguito consiliare è formato da Antonio Metrangolo, Mauro Marinò, Giancarlo Marinò, Toni Fullone e l'ex sindaco Cosimino Moretto, che vorrebbe sdebitarsi per aver defenestrato Pomarico quando era suo vicesindaco di Forza Italia (il 23 maggio 2003).
Per Egidio Conte, invece, ci sono per esempio Maria Antonietta Andriani e Sandro Candida e qualcun altro ancora. L'altro giorno proprio a casa di Conte pare si sia celebrato un incontro cui era invitato anche Pomarico, che invece non si è presentato. I rapporti tra Conte e Pomarico, infatti, sono tesi da tempo, fin da dopo le provinciali 2009 che hanno portato il secondo diritto diritto in piazza Santa Teresa, dov'è assessore. A quell'epoca gli accordi tra "gentiluomini" dei due prevedevano che Pomarico si sarebbe candidato consigliere provinciale, mentre Conte sindaco a Oria nel 2011. Poi le cose sono cambiate e ora Pomarico - forse anche in vista di un rimpasto di metà mandato nella giunta Ferrarese - proprio non vuole saperne di rinunciare alla candidatura. E comunque, la carica di sindaco di Oria non sarebbe incompatibile con quella di assessore provinciale, sebbene in caso di elezione Pomarico ha già detto che rimetterà le deleghe provinciali nelle mani del presidente Massimo Ferrarese. Di certo, però, non si dimetterebbe dalla Provincia per il sol fatto di essere candidato sindaco nella sua città.
Altro gruppo in cerca di certezze è quello di Impegno sociale, che vive da separato in casa nell'amministrazione retta dal sindaco Cosimo Ferretti. Come già scritto nei giorni scorsi, Antonio Madaghiele, Glauco Caniglia & Co. proprio non ne vorrebbero sapere di supportare un ipotetico Ferretti-bis. Al massimo sosterrebbero Pino Carbone, il quale parrebbe a sua volta in rotta con il suo (ex?) pupillo Ferretti per via di un favore che gli avrebbe chiesto e che da Ferretti non avrebbe ottenuto (non sappiamo ancora con precisione di che genere di favore possa trattarsi, ma approfondiremo).
L'Udc si è riunito l'altro ieri ma, a parte un video promozionale, dalla segreteria non è uscito alcunché sugli esiti dell'incontro, quindi resta a tuttora un mistero capire se i centristi appoggeranno o meno il candidato Pomarico (nel caso, insieme a Sel e a Noi Sud di Luciano Sardelli e Nicola Di Pierro).
Stessa segretezza pare aver riguadagnato il Pd, che starebbe guardando prima al suo interno nell'intento di operare un "repulisti" generale allontanando chi rema contro per poi pensare al candidato sindaco, preferibilmente un "homo novus" come Roberto Carucci che, in ogni caso, per il momento rimane un sogno: è fuori dalla politica e difficilmente accetterebbe la candidatura, specie in presenza delle divisioni odierne.
E poi? Poi, ovviamente, ci sono tutti gli altri, da Sel all'Idv, ai pidiellini scontenti, al gruppo del sindaco che, al momento, non si capisce bene da chi sia rappresentato.
Se continua a piovere, statene certi, ne sapremo sicuramente di più. (el.zanz./f.a.)
Per Egidio Conte, invece, ci sono per esempio Maria Antonietta Andriani e Sandro Candida e qualcun altro ancora. L'altro giorno proprio a casa di Conte pare si sia celebrato un incontro cui era invitato anche Pomarico, che invece non si è presentato. I rapporti tra Conte e Pomarico, infatti, sono tesi da tempo, fin da dopo le provinciali 2009 che hanno portato il secondo diritto diritto in piazza Santa Teresa, dov'è assessore. A quell'epoca gli accordi tra "gentiluomini" dei due prevedevano che Pomarico si sarebbe candidato consigliere provinciale, mentre Conte sindaco a Oria nel 2011. Poi le cose sono cambiate e ora Pomarico - forse anche in vista di un rimpasto di metà mandato nella giunta Ferrarese - proprio non vuole saperne di rinunciare alla candidatura. E comunque, la carica di sindaco di Oria non sarebbe incompatibile con quella di assessore provinciale, sebbene in caso di elezione Pomarico ha già detto che rimetterà le deleghe provinciali nelle mani del presidente Massimo Ferrarese. Di certo, però, non si dimetterebbe dalla Provincia per il sol fatto di essere candidato sindaco nella sua città.
Altro gruppo in cerca di certezze è quello di Impegno sociale, che vive da separato in casa nell'amministrazione retta dal sindaco Cosimo Ferretti. Come già scritto nei giorni scorsi, Antonio Madaghiele, Glauco Caniglia & Co. proprio non ne vorrebbero sapere di supportare un ipotetico Ferretti-bis. Al massimo sosterrebbero Pino Carbone, il quale parrebbe a sua volta in rotta con il suo (ex?) pupillo Ferretti per via di un favore che gli avrebbe chiesto e che da Ferretti non avrebbe ottenuto (non sappiamo ancora con precisione di che genere di favore possa trattarsi, ma approfondiremo).
L'Udc si è riunito l'altro ieri ma, a parte un video promozionale, dalla segreteria non è uscito alcunché sugli esiti dell'incontro, quindi resta a tuttora un mistero capire se i centristi appoggeranno o meno il candidato Pomarico (nel caso, insieme a Sel e a Noi Sud di Luciano Sardelli e Nicola Di Pierro).
Stessa segretezza pare aver riguadagnato il Pd, che starebbe guardando prima al suo interno nell'intento di operare un "repulisti" generale allontanando chi rema contro per poi pensare al candidato sindaco, preferibilmente un "homo novus" come Roberto Carucci che, in ogni caso, per il momento rimane un sogno: è fuori dalla politica e difficilmente accetterebbe la candidatura, specie in presenza delle divisioni odierne.
E poi? Poi, ovviamente, ci sono tutti gli altri, da Sel all'Idv, ai pidiellini scontenti, al gruppo del sindaco che, al momento, non si capisce bene da chi sia rappresentato.
Se continua a piovere, statene certi, ne sapremo sicuramente di più. (el.zanz./f.a.)






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