ORIA - Riportiamo integralmente dal sito www.apulialand.eu un articolo che riguarda lo zoo di San Cosimo intitolato appunto "Lo zoo segreto":
[Di Italian Notes. Traduzione dall’inglese di Dora Rossetti.
Un paio di giorni fa mi è capitato di leggere un articolo sullo zoo combinato, safari e parco divertimenti di Fasano, vicino Bari. La notizia mi ha fatto venire in mente un altro zoo pugliese che invece di ospitare un gran numero di specie di animali è praticamente sconosciuto, persino a chi per tutta una vita ha vissuto nei paraggi. Parlo dello zoo che si trova sulla strada tra Oria e Manduria – proprio dall’altra parte della strada dove si trovano le caserme ed il campo d’aviazione che durante la II Guerra Mondiale ospitarono varie divisioni della Aviazione militare statunitense.
Avevamo sfidato coraggiosamente il fetore proveniente dal centro di smaltimenti rifiuti della Manduriambiente per visitare il santuario di S. Cosimo alla Macchia, dove degli amici ci avevano detto che i pellegrini leccano ancora il pavimento in segno di devozione – lingua strascinuni – a mo’ di penitenza – ma una volta arrivati sul posto la chiesa e le zone circostanti erano completamente deserte. Un negozio vendeva crocifissi, acquasantiere, portafortuna, rosari, bibbie, angeli di porcellana e altri souvenir religiosi, ma non c’erano clienti, la chiesa era vuota e né macchine né autobus riempivano l’assolato parcheggio che avrebbe facilmente potuto ospitare tutti i clienti di Auchan in un venerdì sera.
Un posto così desolato, con solo cemento intorno, iniziava a farci accapponare la pelle, così ci siamo spostati ad osservare la scena mettendoci all’ombra di alcuni alberi e ci siamo ritrovati a fianco di una piccola biglietteria in legno. Ci ha incuriositi e così abbiamo pagato il biglietto e siamo entrati in una rigogliosa foresta giardino dove siamo stati accolti da pappagalli, pellicani, cicogne e cigni neri. C’erano anche daini, animali feroci, zebre, antilopi, cammelli, bufali e altri animali ungulati, coccodrilli, rettili e serpenti, ippopotami, leoni e circa otto grosse tigri chiuse dietro delle gabbie con doppie sbarre. Sembravano abbastanza docili e annoiati, ma trovo ancora difficile credere che così tanti grossi felini vivano in un prato inglese nel Salento, e se non avessi le foto per provarlo, non crederei al mio ricordo.
C’è qualcosa di strano e surreale negli zoo segreti, ma il Giardino zoologico di Oria è un posto verdeggiante carino, fresco e silenzioso che merita molti più visitatori di quanti non ne abbia mai visti. Quindi, se vi capita di trovarvi nei dintorni, potreste dare un’occhiata. Forse alla biglietteria vi premieranno addirittura con una piuma di pavone.]
[Di Italian Notes. Traduzione dall’inglese di Dora Rossetti.
Un paio di giorni fa mi è capitato di leggere un articolo sullo zoo combinato, safari e parco divertimenti di Fasano, vicino Bari. La notizia mi ha fatto venire in mente un altro zoo pugliese che invece di ospitare un gran numero di specie di animali è praticamente sconosciuto, persino a chi per tutta una vita ha vissuto nei paraggi. Parlo dello zoo che si trova sulla strada tra Oria e Manduria – proprio dall’altra parte della strada dove si trovano le caserme ed il campo d’aviazione che durante la II Guerra Mondiale ospitarono varie divisioni della Aviazione militare statunitense.
Avevamo sfidato coraggiosamente il fetore proveniente dal centro di smaltimenti rifiuti della Manduriambiente per visitare il santuario di S. Cosimo alla Macchia, dove degli amici ci avevano detto che i pellegrini leccano ancora il pavimento in segno di devozione – lingua strascinuni – a mo’ di penitenza – ma una volta arrivati sul posto la chiesa e le zone circostanti erano completamente deserte. Un negozio vendeva crocifissi, acquasantiere, portafortuna, rosari, bibbie, angeli di porcellana e altri souvenir religiosi, ma non c’erano clienti, la chiesa era vuota e né macchine né autobus riempivano l’assolato parcheggio che avrebbe facilmente potuto ospitare tutti i clienti di Auchan in un venerdì sera.
Un posto così desolato, con solo cemento intorno, iniziava a farci accapponare la pelle, così ci siamo spostati ad osservare la scena mettendoci all’ombra di alcuni alberi e ci siamo ritrovati a fianco di una piccola biglietteria in legno. Ci ha incuriositi e così abbiamo pagato il biglietto e siamo entrati in una rigogliosa foresta giardino dove siamo stati accolti da pappagalli, pellicani, cicogne e cigni neri. C’erano anche daini, animali feroci, zebre, antilopi, cammelli, bufali e altri animali ungulati, coccodrilli, rettili e serpenti, ippopotami, leoni e circa otto grosse tigri chiuse dietro delle gabbie con doppie sbarre. Sembravano abbastanza docili e annoiati, ma trovo ancora difficile credere che così tanti grossi felini vivano in un prato inglese nel Salento, e se non avessi le foto per provarlo, non crederei al mio ricordo.
C’è qualcosa di strano e surreale negli zoo segreti, ma il Giardino zoologico di Oria è un posto verdeggiante carino, fresco e silenzioso che merita molti più visitatori di quanti non ne abbia mai visti. Quindi, se vi capita di trovarvi nei dintorni, potreste dare un’occhiata. Forse alla biglietteria vi premieranno addirittura con una piuma di pavone.]






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